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Via il nome di Garibaldi dalla scuola di Varsavia: “Era antisemita”. Ora il dietrofront?

Il sindaco del quartiere della scuola a Le Iene: “Parole stupide. Garibaldi simbolo d'indipendenza anche per noi”

“Questo caso è servito da lezione a noi e alle nostre istituzioni. Dobbiamo pensare due volte prima di parlare”. Così Krzysztof Czubaszek, sindaco del quartiere di Varsavia dove si trova la scuola elementare “Giuseppe Garibaldi”, raggiunto telefonicamente da Le Iene. Negli ultimi giorni la scuola polacca è finita al centro di una polemica rimbalzata dalle cronache locali alla stampa internazionale. Tutto è partito da una trasmissione radio in cui la direttrice della scuola ha proposto di cambiare nome alla struttura perché l'eroe del Risorgimento sarebbe “avventuriero non estraneo alla pirateria e all'antisemitismo”. Garibaldi nientemeno che accusato di antisemitismo. L'eco dell'accusa non poteva che suscitare l'indignazione di noi italiani, tanto che dall'Ambasciata è partita una lettera indirizzata alla direttrice in cui si sottolinea che le parole “offendono inutilmente tutti gli italiani”.

Noi de Le Iene abbiamo voluto capirci di più. Per giorni abbiamo provato a parlare con la direttrice della scuola, senza successo. Anche perché l'accusa di antisemitismo a Garibaldi è totalmente campata per aria. Di più: gli ebrei lottarono al fianco di Mazzini, Cavour e dello stesso Garibaldi per l'indipendenza dell'Italia. Alla fine siamo riusciti ad avere una risposta dal sindaco del quartiere dove si trova la scuola “Giuseppe Garibaldi”. “Ho parlato con la direttrice, era molto dispiaciuta e ha capito di aver commesso un errore dicendo quelle stupide parole”. Il sindaco fa comunque notare che la direttrice aveva riportato la proposta del consiglio scolastico e non una sua personale opinione. E aggiunge: “Ero molto sorpreso quando ho sentito quelle parole. Garibaldi è un grande eroe storico non solo per l'Italia, ma anche per noi. Nel 1963 è stato scelto come patrono della scuola proprio per celebrare il suo intervento in Polonia. Cento anni prima inviò il luogotenente Francesco Nullo per sostenere l'insurrezione polacca contro i russi”. E conclude: “Garibaldi è un simbolo di indipendenza per noi”.

La previsione del sindaco è che alla fine, questo nome, diventato terreno di un piccolo incidente diplomatico, non cambierà: “Non voglio che la scuola cambi nome, e la direttrice alla fine dell'incontro era d'accordo con me. A maggior ragione adesso che abbiamo problemi diplomatici con gli Stati Uniti e Israele". Una nuova legge varata dal Parlamento di Varsavia vieta, infatti, di parlare di “campi di sterminio polacchi". "Le istituzioni devono avere rispetto per i nostri vicini”, conclude il sindaco.

Così, forse per rimediare un po' a questa “gaffe” diplomatica, il primo di marzo ci sarà una celebrazione in onore di Francesco Nullo. “Porteremo fiori al suo monumento a Varsavia. Parteciperà anche l'ambasciatore italiano e pure la direttrice della scuola Giuseppe Garibaldi”. Che, speriamo, nel frattempo manterrà il nome dell'eroe del Risorgimento.

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