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Violenze a Poggioreale? Il cappellano difende il carcere

Dopo il servizio, don Franco difende il nuovo corso del carcere napoletano

“Violenze nel carcere di Poggioreale? La testimonianza di alcuni detenuti”. Il servizio di Giulio Golia di domenica 20 maggio sul carcere napoletano ha scatenato il dibattito e anche qualche critica. Come quella di don Franco Esposito, cappellano a Poggioreale, che ci ha scritto una lettera che riceviamo e pubblichiamo qui sotto, raccontandovi e riproponendovi il nostro servizio

La nostra Iena ha ripercorso gli anni in cui le violenze sui detenuti da parte di alcuni agenti di polizia penitenziaria erano sistematiche. Nelle famose “celle zero”, non numerate, una per padiglione. Qui i detenuti (sempre comuni, mai boss) venivano fatti spogliare e picchiati da più agenti.

Poi nel 2013 un ragazzo trova il coraggio denunciare e parte un processo contro alcuni agenti di polizia penitenziaria. Dopo è iniziato un nuovo corso, partito proprio dall’abolizione della “celle zero”. Golia racconta però anche il caso di Roberto Leva, finito in coma, lui sostiene, a causa delle percosse, poco tempo fa, in pieno "nuovo corso" quindi. Sul suo caso è stata aperta un’inchiesta. La direttrice del carcere, Maria Luisa Palma, nega che sia stato picchiato, facendo muro a ogni domanda di Golia.

È proprio in difesa del nuovo corso di Poggioreale che il cappellano don Franco ci ha inviato questa lettera.

Le Iene, uno spettacolo indegno della vera informazione…

Qualche anno fa quando nel carcere di Poggioreale alcuni detenuti mi confidavano di aver ricevuto maltrattamenti e anche qualche pestaggio ad opera di agenti della polizia penitenziaria mi sono adoperato a denunciare ciò che mi era stato comunicato alla direzione del carcere, ne parlai con il Garante dei diritti dei detenuti allora la dottoressa Adriana Tocco e anche in un incontro col Cardinale il comandante e la direttrice comunicai ciò di cui ero venuto a conoscenza. Inoltre con una lettera aperta alla polizia penitenziaria invitavo gli agenti a dissociarsi da coloro che commettevano questi abusi.

Da allora a Poggioreale sono stati fatti passi da gigante, alcuni agenti sono stati allontanati, altri denunciati alle autorità, infine con l’avvento di un nuovo direttore e un nuovo comandante nel carcere si è incominciato a respirare un’aria nuova. È iniziato un processo di rinnovamento che attualmente trova continuità con la venuta della nuova direttrice dottoressa Maria Luisa Palma.

Credo che sia profondamente ingiusto oggi voler trovare il capro espiatorio per le innumerevoli problematiche che il carcere continua a vivere, la mala sanità, il sovraffollamento, l’inesistenza di spazi per la socialità, la difficoltà a gestire le celle aperte, la presenza di un numero sempre crescente di persone con seri problemi psichici, e non ultimo la carenza di personale: educatori, psicologi, polizia penitenziaria.

Credo che oggi sia profondamente ingiusto continuare ad accusare la polizia penitenziaria di abusi nella gestione della sicurezza. Anzi sento il dovere di lodare i tanti agenti che con sacrificio, professionalità e senza risparmio di fatica, gestiscono ciò che sembra tante volte ingestibile. È grazie a loro che oggi possiamo ‘nonostante Poggioreale’ realizzare delle iniziative a favore dei detenuti, spettacoli, attività culturali, religiose, ricreative, sociali, le uniche che possono dare una parvenza di umanità a una istituzione, quella del carcere, che è di sua natura contro l’uomo.

Voglio infine sottolineare che oggi proprio grazie a tanti agenti della polizia penitenziaria, anche il servizio del volontariato carcerario può svolgere la sua attività di vicinanza alla persona del detenuto con una attenzione particolare a coloro che vivono in particolare stato di bisogno, spesso segnalati proprio da agenti della polizia che quotidianamente assistono alle sofferenze di una umanità ferita dal male, e tante volte sono i primi a cercare di dare un piccolo sollievo insieme ai volontari.

Infine credo che sia profondamente ingiusto oggi soffiare sul fuoco, per creare casi o fare notizia.

Poggioreale, visto che purtroppo deve continuare ad esistere, abbia bisogno di chi con la presenza, il sacrificio e l’impegno, cerchi di migliorarlo soprattutto in umanità, non creando divisioni pericolose, sospetti, calunnie, Questo serve solo ad esasperare gli animi e a distruggere quel poco di bene che si cerca di fare”.

Don Franco

Guarda qui in basso il servizio di Giulio Golia.

L'ultima puntata

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