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15enne si inventa uno stupro: le vittime chiedono risarcimento danni | VIDEO

Tutto è partito dalle bugie di una ragazza, che aveva raccontato: “Mi hanno violentata”. I due accusati, vittime della menzogna di una 15enne, dopo un lungo periodo passato tra tribunali, carceri e comunità minorili, oggi chiedono il risarcimento dei danni dello stato

L’incubo per Alessandro e suo cugino Ciro è iniziato nel 2015 con le menzogne di una minorenne, ex fidanzatina di Ciro, che dopo essere stata lasciata decide di vendicarsi inventandosi di essere stata stuprata. Così li denuncia per qualcosa che non hanno mai commesso. I carabinieri credono alla ragazzina e si presentano alle 6 di mattina a casa di Ciro: “Vennero a dirmi che ero uno stupratore”, ha raccontato a Veronica Ruggeri.

“Sentivo tanto male perché sentivo il sangue”, spiega in Tribunale la ragazza mentre ricostruisce quel rapporto sessuale che aveva tutti i contorni della violenza. Secondo il suo racconto, dopo Ciro, avrebbe abusato di lei anche il cugino. Anche altri otto amici dei due cugini vengono tirati dentro in quel vortice. La ragazza dice di avere le prove dello stalking: messaggi che il gruppo le ha mandato sul telefono.

La verità però è venuta a galla durante la fase processuale, quando sono saltate subito agli occhi degli inquirenti le lacune incolmabili del racconto fornito. Dalla perizia fatta sul telefono della ragazza emerge che lei aveva fatto ricerche per falsificare chat, messaggi e telefonate. Così vengono acquisiti i tabulati degli otto ragazzi e scoprono che i rapporti non sono mai avvenuti.

E se già l’intero castello stava crollando, a spazzare via ogni dubbio ci aveva pensato proprio la ragazza stessa, che di fronte alle telecamere racconta a Veronica Ruggeri i dettagli del suo piano malato. “Quando mi ha lasciata, dicevo ‘No, voglio fargliela pagare e così è uscito fuori tutto questo guaio”, confessa la minorenne. E aggiunge: “Che mi mettevano le mani addosso è vero, ma non li ho denunciati solo per quello perché dire quella cosa era poco”.

Peccato che prima di arrivare alla verità passa un anno e mezzo. Anni terribili che Ciro e Alessandro hanno passato tra tribunali, carcere e comunità minorili. “La prima notte lontano da casa l’ho passata fissando il muro in lacrime, c’era gente che aveva commesso reati ed era con il sorriso, mentre io che ero innocente il sorriso non sapevo nemmeno più che forma avesse”, ci aveva raccontato Alessandro.

Oggi, a distanza di 4 anni dall’accaduto, i due cugini, vittime di questa menzogna, hanno iniziato il procedimento per la richiesta di risarcimento danni. Sono tante e pesanti le ripercussioni che hanno subito. E dopo proscioglimenti e assoluzioni, presso la Corte d'Appello di Firenze, sono state discusse le rispettive istanze con le quali verrà richiesto ristoro. A presentarle sono stati proprio loro, Ciro e Alessandro.

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