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Accanimento terapeutico: la piccola Nina non ce l'ha fatta | VIDEO

Nina Palmieri ci ha raccontato la dolorosa vicenda di una bimba colpita da una grave infezione alla testa e di una madre coraggiosa, che ha scelto di risparmiare alla piccola un inutile e doloroso accanimento terapeutico. Nina non ce l’ha fatta: la mamma aveva detto alla Iena: “quando Nina morirà tornerò a essere la Francesca di prima, lo dovrò a lei” 

La piccola Nina è morta. Ci aveva raccontato questa storia di dolore e di coraggio Nina Palmieri, nel servizio che potete rivedere qui sopra.

Nelle prime due settimane dopo il parto Nina sta bene, poi succede qualcosa di inaspettato. Inizia la febbre altissima, i medici dicono che ha preso la testa. La bambina era gravissima, racconta Francesca, la mamma.

Sono giorni devastanti. “Ho chiesto di non fare accanimento terapeutico, che mi sarei affidata alle loro professionalità ma soprattutto alla loro umanità”, dice la donna. “Gli ho chiesto di fermarsi se la vita di Nina avesse potuto essere dignitosa, cioè uno stato di coscienza”.

Nel frattempo quell’infezione diventa sempre più padrona del corpo della piccola Nina: “È stata intubata, le sono state fatte trasfusioni di tutto”. Poi arriva la terribile conferma: “Nina non aveva più strutture cerebrali. Non c’era più nulla, tranne che il tronco encefalico che regola la respirazione e il battito cardiaco”, spiega la mamma. I medici parlano di danni irreversibili sia psichiatrici che motori. “Ha iniziato con la formazione di liquido nel cervello, la sua testolina cominciava a crescere”.

La bambina va operata e la madre Francesca inizia a informarsi: “Mi dicevano che se non l’avessi fatta operare, la testa sarebbe diventata più grande del corpo nell’arco di 15 giorni. Non mi importava, poteva essere anche un mostro ma era pur sempre la mia bambina”.

Così Francesca si convince ad autorizzare l’operazione, ma la sera prima Nina sta male. “Ha avuto convulsioni. È stata intubata”. Per Francesca tutto questo è un segnale per evitare quel ricovero di cui non era mai stata pienamente convinta. Inizia a girare l’Europa per avere nuove diagnosi. “Tutti mi hanno detto di fermarmi: quell’intervento non era da fare perché avrebbe creato ulteriore dolore”.

Mamma e figlia arrivano all’ospedale Gaslini di Genova, dove la piccola viene accolta nell’hospice pediatrico “Il guscio dei bimbi”. Qui Francesca ha scoperto l’esistenza delle cure palliative, che non ritardano la morte ma danno dignità a quel momento. “In questa struttura Nina ha smesso di soffrire e io per la prima volta ho potuto fare la mamma. Il giorno in cui lei non ci sarà più sarà la parte finale di questo lutto che mi darà la forza per tornare a essere la Francesca di prima, lo dovrò a lei”. Ora quel difficile momento è arrivato. Un grande abbraccio alla famiglia della piccola Nina da parte di tutta la redazione de Le Iene.  

dopo il nostro servizio

Il ministro degli Esteri ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, per fare il punto della situazione. Noi de Le Iene ci stiamo occupando da tempo del caso di Chico Forti. La prossima settimana torneremo a parlarne con un nuovo servizio del nostro Gaston Zama

L'ultima puntata

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