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Albini uccisi e derisi, la giornata per dire basta a queste discriminazioni

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Il 13 giugno è la giornata mondiale per dire basta alle discriminazioni nei confronti degli albini. L’albinismo causa pelle bianchissima e in alcune parti del mondo ci sono credenze e riti magici attorno alla patologia. Pablo Trincia ci racconta della caccia agli albini che in molti paesi dell’Africa è ancora in corso

Discriminati in ogni parte del mondo, in Africa addirittura maltrattati dove il loro cadere è venduto a peso d’oro. Sono gli albini, e il 13 giugno è la giornata mondiale a loro dedicata contro le discriminazioni che continuano a subire, come ci ha raccontato Pablo Trincia nel servizio che potete vedere qui sopra.

Secondo l’Onu, una persona su 5mila nell’Africa subsahariana e una su 20mila in Europa e in America del Nord soffre di questa anomalia congenita che causa una pelle bianchissima e problemi visivi. Sono costretti a convivere con il pregiudizio, l’odio e la paura di venire uccisi perché qualcuno pagherebbe oro per i pezzi di quei corpi. Questa è la vita degli albini, i fantasmi africani.

In Tanzania un abitante su 1.400 soffre di questa anomalia mentre in Zimbabwe lo è uno su 1.000. Nei loro confronti c’è odio totale. Sono convinti che siano esseri demoniaci e portatori di disgrazie, ma diventano utili da morti. Gli africani vanno a caccia di albini per ucciderli. In alcuni villaggi pezzi dei loro corpi vengono venduti per 500 euro e la pelle commercializzata tra i 1.500 e i 1.700 euro.

L’Onu mette in guardia a proposito di questa credenza e dei conseguenti rituali. Si crede infatti che un organo interno, un braccio o una gamba “possano portare fortuna al potere politico se usate nei rituali legati alla stregoneria”.

Da questa caccia non sono esonerati i bambini. I genitori sono costretti a rimanere a casa per fare letteralmente la guardia ai loro figli. Le bambine invece vengono violentate perché si crede “possano guarire gli uomini affetti da AIDS”, continua l’Onu.

Pablo Trincia ha incontrato Flora, una mamma che ha visto uccidere la propria figlia proprio per questa credenza. “Ho visto Mariam che era stata fatta a pezzi. Le avevano tagliato le gambe e strappato la lingua”, racconta la donna. Alla sua uccisione hanno assistito anche alcuni bambini. “Quando gli assassini hanno finito di uccidere Mariam, hanno raccolto il suo sangue in una bacinella e hanno incominciato a berlo. Non potrò mai dimenticarlo”. Un omicidio orribile motivato solo dalla credenza che le parti del corpo abbiano poteri magici.

L’unico modo per essere certi di sopravvivere al massacro è quello di trovare un luogo in cui qualcuno si prenda cura di loro. Con una carnagione così chiara e delicata tra i 30 e i 40 anni muoiono di cancro della pelle. Per sopravvivere, avrebbero bisogno di creme ad altissima protezione che in Africa di certo non rientrano nei pochi farmaci distribuiti gratuitamente alla popolazione. La soluzione per molti è pagare cifre esorbitanti per sbiancarsi la pelle. 

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