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Alex Britti: una vita in tournée, ma senza aereo! | VIDEO

Il cantautore romano Alex Britti è terrorizzato dai viaggi in aereo: Cizco decide una cura d’urto per fargli passare la fobia. Riusciranno le Iene a portare il cantautore su un volo vero per risparmiargli le lunghissime trasferte in auto verso i suoi concerti?

È uno dei più amati artisti italiani, chitarrista e cantautore di successo, ma ha un grosso problema: ha una paura fottuta di volare.

Cizco incontra Alex Britti, l'artista romano 51enne che ha cantato ovunque in giro per l'Europa, ma sempre dopo un lungo viaggio in auto.

L’ultimo volo, quello che ha segnato definitivamente la sua carriera di passeggero d’aereo, Alex non l’ha mai più dimenticato: “Avevo 18 anni, era il 24 dicembre del ’91, l’Olbia-Roma. I primi tempi della carriera volavo tranquillo, ogni settimana prendevo un aereo per andare a Parigi, Barcellona, Amsterdam. Mi sentivo anche figo”.

Ma in Alex inizia poi a insinuarsi la paura di volare: “Ho cominciato piano piano a pensare alle paure, non c’è stato un episodio particolare. È stata la paura di cadere, mi fa paura già comprare il biglietto. Poi l'aereo mette in moto e lì inizia un incubo. Non lo so perché, non è una cosa razionale. Vedi l'ala che si muove e pensi le cose peggiori…”.

Alex ci racconta uno degli “aiutini” usati per vincere la paura: “Ho preso dei sonniferi fortissimi ma non funzionavano perché l'adrenalina e il panico sono più forti delle bombe, ahimè”.

E in Alex la paura è troppo più forte: “Perdo il tatto, l'udito… È veramente una sensazione brutta… e ho detto: magari è meglio smettere e aspettare che mi passi la paura. E ancora non mi è passata”.

Gli spieghiamo che siamo lì proprio per fargli passare una volta per tutte questa paura: “Lo so ,lo so è per questo che siamo qui.. Forse maschero bene, ma mi sto anche già un po' cagando sotto”.

La paura di Alex lo condiziona anche nella vita familiare, considerato che la sua compagna Nicole viaggia regolarmente in aereo.

Cizco lo mette alla prova: “Se ti chiedesse un viaggio romantico alle Maldive?”. “Gli propongo la Sardegna”.

E che la paura di Alex sia davvero difficile da sconfiggere, lo testimonia uno dei suoi vecchi concerti, quello di Lisbona: “Sono andato in macchina, non mi pesa guidare. Sono arrivato, ho immerso la faccia in una vaschetta di acqua e ghiaccio, mezz’ora dopo sono andato sul palco e ho fatto il concerto”.

Anche Angelo, il suo manager, conferma la paura di Alex, che a volte lo ha penalizzato sul lavoro: “Mi sono arrivate delle offerte fantastiche per date oltre oceano…”. Offerte ovviamente rifiutate per via della paura di volare di Alex.

È il momento di fargli superare quella paura irrazionale: ad aspettarci c’è il comandante dell’unico simulatore full motion d’Italia, utilizzato per le persone che vogliono vincere quella fobia.

Nonostante la spiegazione tecnica del funzionamento del simulatore, Alex non riesce proprio a rilassarsi: “Quello che adesso tu ci hai spiegato, oltre ad essere molto interessante, non c'entra niente con la paura. Non è che adesso che so che le ali si flettono di 5 metri... ah sto più tranquillo. No! Per niente! Ma manco di tanto così: se tu mi spieghi quello che succede in volo, ma io non ci salgo in aereo perché la paura viene prima di farmi tutte queste domande…”.

E infatti, parte integrante del corso al simulatore, è anche il colloquio con una psicologa, che dopo aver sentito la storia del cantante romano, conclude: “Forse l'aereo non c'entra più di tanto…”.

La “diagnosi” è certa: Alex è ufficialmente quella di un claustrofobico, che ha una fobia “bella strutturata”.

Saliamo a bordo del Boing 737, una riproduzione del velivolo più diffuso al mondo. E visto che ovviamente non c'è mai stato, andiamo negli Stati Uniti, con un “volo” da Philadelphia a New York.

Ma appena l'aereo comincia a muoversi, Alex inizia a fremere: “Oh no non non no no no no... ferma ferma.. .no no no ci siamo proprio”. La paura si impadronisce di lui e siamo addirittura costretti a interrompere quel volo simulato.

Facciamo un secondo tentativo, e visto che siamo Le Iene decidiamo anche di programmare un fuoriprogramma: una turbolenza e anche un allarme.

“Abbiamo perso un motore, stiamo andando con un motore solo. Quindi io con i pedali devo intervenire per mantenerlo dritto”, spiega il capitano. Alex sembra avere iniziato a prendere per le corna la sua paura, finalmente atterriamo. 

Cizco gli chiede: “Ti è servito allora?” “Madonna, è stato una roba fortissima, mi sono dovuto concentrare un po'”.

Il manager è contentissimo, e subito parte la proposta di una tournée mondiale: “Gli faccio recuperare in 3 anni 13 anni di...”

Per battere il ferro finché è caldo, gli programmiamo un volo vero. Per l’indomani. “Mi sto cagando sotto”, è la risposta del cantante.

E infatti arrivati in aeroporto, la faccia di Alex inizia a cambiare, peggiorando a vista d'occhio. Proviamo a “distrarlo”, facendogli notare le differenze con il passato: “Lo sai che non si può passare con i liquidi, da quando ci sono stati gli attentati?”

Alla richiesta dei documenti Alex cede definitivamente e il manager Angelo è costretto a dargli una bustina di zucchero. Alex è pallido, non emette un fiato. È infreddolito, contratto, gli fanno male i muscoli: “Mamma mia, mi fa male tutto. Chi mi ha menato, chi è stato?”. Si è trattato di un vero e proprio attacco di panico.

Vabbè ormai l’aereo che volevamo fargli prendere è perso, e questo lo aiuta a rilassarsi e a scherzare: “Bella figura di merda. Ero convinto di... convinto di salire… Arrivando qui avevo la consapevolezza e anche la determinazione, soltanto che poi quando siamo arrivati lì è diventato vero. Ero convinto di essere pronto... non lo sono. Madonna, sono sudato. Quanto mi prenderete per il culo…”.

 

 

L'ultima puntata

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