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“Aria tossica sugli aerei”. Ci sono rischi per la salute? | VIDEO

È chiamato “fume event” ed è un fenomeno che produrrebbe aria tossica all’interno degli aerei. Nelle ore successive a un volo può essere la causa di mal di testa, nausea e formicolio alle dita. Alessandro Politi ha raccolto la testimonianza di alcuni piloti

Si chiama “fume event”, cioè aria tossica che si potrebbe respirare negli aerei, con malesseri come mal di testa o nausea anche qualche giorno dopo il volo.

“Quando sei in un aeroplano l’aria che respiri passa attraverso il motore”, sostiene Tristan Loraine, ex pilota irlandese. “Non è filtrata e molti passeggeri non lo sanno”. E potrebbe essere contaminata da sostanze tossiche. Si rischierebbe di essere esposti a particelle di oli di motore e a fluidi idraulici. “Succede nel 90% dei casi e io lo sento perché riconosco l’odore”, insiste Tristan Loraine. “La gente respira tutto questo. È una vergogna!”.

Secondo Susan Michaelis, ex pilota australiana, questo problema è noto dal 1950: “Si dovevano ridurre i costi, il peso e il carburante”. La situazione potrebbe ripetersi sugli aerei di linea che prendiamo tutti. “È una puzza che sembra di calzini sporchi o di cane bagnato. La gente pensa sia l’odore dell’aereo. Perché i passeggeri si fidano delle compagnie aeree. I sintomi che causa possono essere nausea, specialmente il giorno dopo. Bolle da irritazione, formicolio alle dita, vampate e palpitazioni. Ci si può sentire rallentati mentalmente”.

Quello che potrebbe creare ancora più preoccupazione è che i sintomi possono presentarsi anche durante il volo. “Una hostess è venuta a dirmi che non si ricordava una richiesta molto semplice avuta poco prima da un passeggero”, sostiene Tristan Loraine.

E se a sentirsi male fossero i piloti? La situazione rischierebbe di diventare davvero drammatica. “Stavamo atterrando quando il mio copilota non si è sentito bene e si è dovuto mettere la maschera d’ossigeno. E a me girava la testa”, racconta Niels Gomer, ex pilota svedese. “Dopo poco mi sentivo male che stavo per vomitare sul pannello di controllo. L’alterazione mentale era velocissima. Ho messo la maschera ed ero paralizzato”. A oggi non esiste una correlazione scientifica tra l’aria contaminata in cabina e la “sindrome aerotossica”.

Chi lavora sugli aerei è a conoscenza di questo problema? Alessandro Politi lo ha chiesto ad alcuni hostess, steward e piloti incontrati in un aeroporto di Londra. Uno di loro ci dice che dice di sì, mentre un altro ci spiega così: “Sono perdite di olio del motore che finiscono nell’aria della cabina. A volte può succedere che ci si ammali per questi fumi”. Un altro ancora ci dice che “le compagnie proteggono se stesse e i loro interessi se dicono che questo non succede non sono costretti a pagare i risarcimenti. È una questione di soldi”. 

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