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Asino caricato a forza in auto: ecco com'è andata davvero | VIDEO

Nina Palmieri va da Tony Provenzano, che è diventato famosissimo, e odiatissimo, per un video sul web in cui caricava nella sua auto 126 l'amato asinello Piriddu. E che, minacciato di morte, adesso rischia una pesantissima condanna

“Buttatelo a mare, dentro a una botte, chiudetelo in una stanza senza fargli vedere più la luce”. L’uomo che in queste ore è sotto il fuoco di fila di pesantissime minacce, si chiama Tony Provenzano, un muratore che vive in un paesino appollaiato sulle Madonie, nella Sicilia rurale.

Un uomo la cui faccia, negli ultimi giorni, ha fatto il giro di tutti i tg e i giornali, per colpa di video nel quale carica il suo asino Piriddu sulla sua Fiat 126. In quel video, che ha fatto in un attimo il giro di tutto il web diventando virale, Tony lo spinge, lo prende per la coda, mentre l’animale oppone resistenza e alla fine riesce a farlo salire a bordo. Attorno a lui, altre persone ridono e scherzano.

Inevitabilmente, come abbiamo detto, quel video è diventato popolare, attirandosi le polemiche violentissime delle associazioni animaliste e degli amanti degli animali.

Il vicepremier Salvini ha postato quel video sul suo profilo Facebook, scrivendo: “Ma come si fa? Gli asini sono quelli che maltrattano gli animali”. Molte persone comuni sono andate giù pesantissime con Tony, proponendo addirittura di legarlo a un palo nudo, in piazza, e di farlo mangiare vivo dalle formiche, o di bruciarlo.

Nina Palmieri decide di andare da Tony e di farsi raccontare da lui questa storia. E quando lo incontra, lui è in compagnia proprio di quell’asinello, l’amatissimo Piriddu. La verità, come sospettavamo è un po' diversa e a spiegarcela è proprio Tony: “Piriddu ha gli zoccoli piccoli e si rovinano facendolo camminare sull’asfalto, l’ho messo in auto per risparmiargli un viaggio di diversi chilometri”.

Certo, Tony avrebbe potuto usare un mezzo più comodo, ma lui ci racconta di non avere la disponibilità economica per cambiare la sua 126 o per pagare qualcuno che possa trasportarlo al suo posto. Insomma Piriddu, da quello che abbiamo sentito e visto coi nostri occhi, non è il classico asinello costretto a trasportare per chilometri carichi pesantissimi, ma un animale che Tony ha utilizzato addirittura durante una rappresentazione sacra, trasportando la Madonna in una sagra paesana.

Insomma quasi un animale domestico, allevato come fosse un cane, e che è diventato il compagno di giochi dei suoi tre bambini. Ma quel passaggio in auto e il video diventato virale gli è costato tantissimo, perché Tony è stato denunciato da un animalista di Trapani per maltrattamento di animali. Un’accusa che ora gli potrebbe costare una condanna di 1 anno e mezzo di carcere e fino a 30mila euro di multa.

L’ex proprietario di Piriddu, ai nostri microfoni, dice di non condividere il gesto di Tony , ma  riconosce che in quel gesto sprovveduto non c’è stata alcuna forma di tortura. Una cosa che, pur stigmatizzando quel gesto sbagliato, andrebbe spiegata a alle centinaia di persona che in questi giorni hanno mandato a Tony messaggi bruttissimi, credendo che lui fosse davvero un uomo malvagio, un torturatore di animali. E che hanno fatto soffrire gli stessi bimbi di Tony, quando i piccoli hanno visto il papà nei servizi del telegiornale.

“È stata una bravata, e ho anche venduto la 126, ora basta”, ci spiega Tony profondamente pentito di quel gesto e che adesso attende il responso di un veterinario nominato dal giudice, che dovrà dire se Piriddu ha subito davvero sevizie.

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