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Autismo: bambino abbandonato a 7 anni. “La famiglia non lo vuole più”

Un bambino autistico del Nord Italia è stato rifiutato a sette anni dalla famiglia. I motivi dell’abbandono non si conoscono, ma un fallimento è certo: quello della nostra società. Con Giulio Golia vi abbiamo raccontato una storia diversa, quella di Andrea e di un padre coraggioso che ha mollato tutto per stare con lui

“La famiglia non lo vuole più”. Un assistente sociale chiede agli operatori di Casa Sebastiano di Coredo (Trento) un aiuto per un bambino sfortunato: “Dobbiamo trovare una sistemazione per un bambino con diagnosi di autismo”. Il piccolo si è trovato, a sette anni, affidato al Tribunale dei minori.

Questa storia sta facendo molto discutere: quando un bambino autistico viene abbandonato dalla famiglia a sette anni il fallimento è anche di tutta la società e delle istituzioni. 

“O sono disgraziati o sono disperati: in ogni caso abbiamo fallito”, commentano gli operatori di Casa Sebastiano, parlando dei genitori. “Ma è mancato anche il supporto delle istituzioni, dei servizi, l’aiuto necessario a che un bambino e i suoi genitori possano affrontare la drammaticità di una disabilità dura, a volte durissima: è venuto meno il patto di aiuto ai più deboli. Se una famiglia si arrende, le istituzioni hanno fallito”. 

Troppo spesso le famiglie sono lasciate infatti sole ad affrontare situazioni difficili, come avere un figlio autistico. Ma un destino diverso per questi ragazzi è sicuramente possibile, come nel caso di Andrea, che abbiamo conosciuto nel servizio di Giulio Golia che vedete qui sotto. Anche se la sua fortuna probabilmente non deriva dalla nostra società, ma dal coraggio e dalla determinazione di suo padre Franco, che ha lasciato tutto per stare con lui. Li abbiamo conosciuti entrambi e con loro abbiamo fatto un bellissimo viaggio. Abbiamo scoperto il mondo interiore di Andrea, pieno di difficoltà certo ma anche molto ricco. Un esempio? La sua passione per la scrittura. "Sono un uomo imprigionato nei pensieri di libertà”,

Ma il destino dei bambini autistici non può basarsi solo sulla fortuna di nascere in una famiglia che ha il coraggio (e i mezzi) di affrontare tutto da sola. 

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