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Giornata dedicata ai bambini: nella scuola russa dove imparano a combattere | VIDEO

Il 4 giugno è la giornata dedicata ai bambini vittime di aggressioni. Secondo il rapporto di Save The Children, sono 690 milioni i minori a cui è negata l’infanzia. Con Roberta Rei siamo stati in una scuola di San Pietroburgo, in Russia, che insegna ai più piccoli a fare la guerra

Sono 690 milioni i minori, quasi uno su 3 al mondo, a cui è negata l’infanzia. Lo rende noto Save The Children nel suo rapporto annuale. Il 4 giugno è la giornata dedicata ai bambini vittime di aggressioni. Il dato è ancora più allarmante nei paesi in guerra dove oltre 50mila piccoli vengono uccisi nei conflitti a fuoco. La Repubblica Centrafricana ha la maglia nera per le peggiori condizioni di vita. Noi de Le Iene con Roberta Rei siamo stati in una scuola in Russia dove i bambini imparano a sparare e "giocano" a fare la guerra, come potete vedere nel video qui sopra.

"Rispetto al passato, le condizioni di vita dei bambini, in tutto il pianeta, stanno facendo registrare miglioramenti enormi”, afferma Valerio Veri, direttore generale di Save the Children. “Il lavoro è tutt'altro che compiuto perché sono ancora troppi i bambini che continuano a essere privati dell'infanzia che meritano e che soffrono terribilmente a causa di guerre, povertà, cambiamenti climatici".

Nel 2000 i minori derubati della propria infanzia erano 970 milioni, un numero che oggi si è ridotto di 280 milioni, assestandosi a quota 690. Ci sono anche altri dati incoraggianti: il numero di bambini colpiti dalla malnutrizione è sceso di 49 milioni invece 94 milioni in meno coinvolti in varie forme di lavoro minorile e si è ridotto di 10 milioni anche il numero delle spose bambine.

Il dato negativo riguarda 31 milioni di minori costretti a fuggire dalle proprie case nel tentativo di mettere in salvo la propria vita, e solo nel 2016 sono stati uccisi 53mila bambini in seguito alle violenze, di cui il 64% in medio oriente e nord Africa.

Due anni fa, Roberta Rei è stata in una scuola a San Pietroburgo in Russia che insegna ai bambini a fare la guerra. Qui ci si avvicina alle armi molto presto. Sono 100mila i ragazzini che tra gli 8 e i 17 anni si allenano alla guerra in percorsi a ostacoli, simulazioni di lancio con il paracadute, lotta corpo a corpo e molto altro. Dopo la scuola, gli studenti si ritrovano in un bunker della Seconda guerra mondiale tra armi e tute mimetiche. “Per me la guerra è una cosa terribile, ma non ho paura”, ci dice il più piccolo. Ha appena 8 anni e ha già sparato. “Da grande voglio liberare il mio paese dalle persone cattive”.

Al termine della simulazione lo viene a prendere la mamma. “Maneggiare un’arma è meglio che stare al computer, questo lo rende autonomo”, spiega. Roberta Rei partecipa a una lezione pratica in cui insegnano a smontare il kalashnikov a suon di cronometro. Chi impiega meno tempo prende un voto più alto. Vedere queste armi in mano a bambini di 9 anni fa davvero strano. Perché allenare i più piccoli a combattere allontanandoli dalla loro infanzia? 

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