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Riccardo Bossi a cena senza pagare: denuncia per il figlio del Senatur

Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto, sarebbe uscito dal locale dicendo di voler cercare un bancomat. Noi de Le Iene lo avevamo intervistato nel 2011

Esco per prelevare al bancomat” e scappa senza pagare il conto al ristorante. Una truffa vecchio stile, che questa volta però avrebbe un protagonista eccellente: Riccardo Bossi, il primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi.

A denunciarlo per insolvenza fraudolenta è un ristoratore di Firenze, per un conto non pagato di appena 66 euro. 

Stando alla denuncia del ristoratore, Riccardo Bossi, in compagnia di una ragazza, si sarebbe recato nel suo locale di Piazza Beccaria, nel centro di Firenze. Una cena prenotata e consumata ma mai pagata, perché il 40enne figlio del Senatùr, al momento di saldare il conto, avrebbe detto di non avere contanti, dopo che la carta di credito non aveva funzionato. Da qui la decisione di uscire dal locale, giusto il tempo di andare alla  ricerca di un bancomat

Una ricerca infinita, visto che Bossi in quel locale non è mai più ritornato. L’uomo è stato poi rintracciato dalla Polizia, avvertita dal ristoratore, in un residence non distante dal locale. E anche in quel residence Riccardo Bossi avrebbe lasciato traccia del suo passaggio, dichiarandosi sprovvisto dei soldi per pagare il saldo del suo conto.

Dal canto suo, Riccardo bossi nega le accuse e spiega che quel conto al ristorante è stato "saldatissimo". "Ho una mail dove risulta che ho pagato tutto", ha spiegato il primogenito del Senatùr, dicendo di avere da poco effetttuato un bonifico. Denaro che però il ristoratore, al momento, non avrebbe ricevuto.  

Non è la prima volta che il pupillo di Umberto Bossi ha problemi di questo tipo: qualche giorno fa infatti Riccardo ha ricevuto in appello la seconda condanna per la truffa ai danni di  un gioielliere di Busto Arsizio, in cui fece shopping per la fidanzata senza passare poi a pagare.

Noi de Le Iene lo avevamo intervistato nel 2011, nel servizio che potete rivedere qui sopra, quando ancora faceva il pilota di rally ed era fidanzato con Rosy Dilettuso, del reality tv “La pupa e il secchione”.

“Ho sempre detto tutto a mio padre, comprese le cazzate” , aveva raccontato Riccardo Bossi ai nostri microfoni.

Il figlio del Senatur, incalzato dalla nostra intervista, aveva finito per ammettere di apprezzare anche Matteo Renzi, del quale aveva detto: “Divertente il ragazzo, è bravo”.

Gli avevamo fatto notare l’inconguenza dello slogan più famoso della Lega Nord di suo padre Umberto, quel “Roma ladrona, la Lega non perdona”. “Si può stare seduti sulle poltrone romane per 17 anni e continuare a ripetere Roma ladrona?”, gli avevamo chiesto.  Lui, aveva risposto così: “Sì, si può, intendendo con quello slogan il potere che ha gestito negli anni in malo modo flussi di denaro imbarazzanti”.

E alla fine, dopo avergli fatto notare i numerosi casi di familiari arrivati, forse per nepotismo, a importanti posti di potere pubblico, gli avevamo chiesto: “Se dovessi sceglierti un nome ittico come quello di tuo fratello Renzo, il Trota, come vorresti essere chiamato?”. E lui senza esitare aveva risposto: “Lo squalo”.

 

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