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Morti per le buche: una soluzione dal ministro Toninelli?

Il ministro dei Trasporti, che ha incontrato la madre della motociclista 26enne Elena Aubry morta sulla Ostiense nel 2018, chiede ai gestori delle strade di installare dispositivi di protezione lungo i guardrail

"È assurdo morire per colpa di un guardrail che dovrebbe proteggerti. Ancora più assurdo pensare che ciò accada non per un problema di soldi, ma soltanto perché manca una norma che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti”. Parola del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che nella giornata di mercoledì ha incontrato a Roma la mamma di Elena Aubry, la giovane motociclista romana morta il 7 maggio 2018 in un incidente sulla via Ostiense, probabilmente a causa di alcune radici e buche lungo la strada (e di cui anche Le Iene si erano occupate, raccontando l’assurda vicenda e intervistando con Cristiano Pasca proprio la madre della ragazza, Graziella Viviano). Guarda qui sotto la foto della mamma di Elena in compagnia del ministro Toninelli.

“Il dolore di Graziella Viviano si è trasformato in una battaglia civile importantissima per la sicurezza di chi viaggia, tema centrale del mio mandato", ha spiegato ai giornalisti presenti il ministro. Una battaglia che si è concretizzata nella proposta della mamma di Elena di veder installati anche nelle nostre strade più pericolose queste barriere “Dsm” (dispositivi salva motociclisti).

E chissà se dopo l’idea di schierare l’esercito per le strade della Capitale, al fine di chiudere una volta per tutte l’emergenza buche a Roma (una proposta di cui vi avevamo parlato in questo servizio e che però ha subito una brusca battuta d’arresto limitandosi comunque allo stanziamento di fondi appositamente dedicati all’emergenza), questa nuova proposta del Governo potrà contribuire a ridurre il numero impressionante di morti, in Italia, a causa delle buche e delle difficili condizioni delle nostre strade (con il Codacons che ha censito quasi 60mila buche in tutta la capitale e un aumento dei decessi per incidenti stradali del +18,5% rispetto al 2017!).

Strade come l’Ostiense, quella in cui ha trovato la morte la giovane motociclista Elena Aubry, dopo aver perso il controllo del mezzo (proprio per evitare, a quanto sembra, buche e radici degli alberi lungo la carreggiata).

Le Iene avevano incontrato la mamma di Elena, che conduce ora una battaglia per arrivare a una verità certa sulla morte di sua figlia e, naturalmente, ai nomi dei responsabili.  

E dopo l’intervista drammatica e piena di amore con la madre di Elena, Cristiano Pasca era andato a trovare proprio la sindaca di Roma Virginia Raggi, per chiederle conto di un bando per la riparazione delle buche fermo da oltre un anno.

“Non è facile trovare dirigenti che riescano ad attuarlo”, aveva detto la Raggi ribadendo che si trattava appunto di un problema di fondi. “Io non stampo moneta”, era stata la risposta lapidaria della sindaca, a cui però Cristiano Pasca aveva ricordato come (nel solo 2017), il comune di Roma avesse incassato ben 178 milioni di euro con le sole contravvenzioni!

E alla fine, vista l’insistenza della Iena, la sindaca Virginia Raggi aveva promesso che ad inizio 2019 sarebbero partiti i lavori.

Ma dobbiamo anche raccontarvi della vergogna accaduta sui social dopo la pubblicazione della notizia del possibile arrivo dell’esercito a Roma, con la consueta ondata di commenti violenti e beceri, ai quali la stessa mamma di Elena si era sentita in dovere di rispondere (e qui potete trovare l’articolo che racconta il fatto e la replica della mamma di Elena a questi commenti).

Qualcuno è arrivato a prendersela anche con noi, con il nostro Cristiano Pasca che nel suo servizio ha dato spazio allo sfogo della mamma di Elena, interpretando la notizia come un attacco alla sindaca Raggi e alla sua giunta. “Voi de Le Iene siete sempre delle merde schifose”, commenta Stefano. “Roma è da sempre piena di buche, quando la ragazza è caduta per la buca in strada la Raggi non era sindaco. Disonesti schifosi, se anche fosse morta quando lei era sindaco pensate che in meno di 2 anni si riasfalta tutta Roma?”.

Alla fine anche mamma Graziella non ce l’ha fatta più e ha risposto direttamente lei a questi commenti aberranti. “Mia figlia sapeva guidare, andava piano e aveva tutte le protezioni, utilizzate da un motociclista esperto eppure è morta. Nello stesso punto, nell'arco di 15 giorni sono cadute altre due persone”. La mamma ripercorre le ore successive alla tragedia: “Ero lì poche ore dopo la sua morte. A parte le radici, c'erano cordoli veri e propri, di aghi di pino ai lati della carreggiata che entravano dentro per una cinquantina di centimetri. Non sono responsabilità dei sindaci precedenti, ma tappeti mortali per i motociclisti”. Tappeti che adesso, se dovesse andare finalmente in porto l’idea del ministro Toninelli di dotare i guardrail di dispositivi in grado di aiutare motociclisti e scooteristi  in pericolo, si spera possano restituire (alla fine dell’anno) un numero sensibilmente minore di morti. Sempre che, vogliamo sperarlo, quelle del ministro non restino solo parole dette ad una madre che piange una figlia 26enne, così, per una consolazione che non si nega a nessuno.

Guarda qui sotto il servizio di Cristiano Pasca che racconta la vicenda della morte di Elena Aubry e l’intervista alla madre della giovane, Graziella Viviano.

 

esclusiva web

Da sei mesi un uomo si presenta via email e telefono come Yusuf Aden, uno dei presunti rapitori della cooperante italiana Silvia Romano, e chiede 15 bitcoin per rilasciarla. Lilian Sora, presidentessa della onlus Africa Milele con cui lavorava Silvia, dice in esclusiva a Iene.it: “Dietro di lui però credo ci sia un italiano”. Ecco perché

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