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Bussetti e gli 80 viaggi "ingiustificati". Lui nega tutto | VIDEO

Alice Martinelli è andata a parlare con Marco Bussetti dei viaggi “sospetti” per cui la Corte dei Conti ha aperto un’indagine. "Quello che hanno scritto non è tutto vero”, replica l’ex ministro dell'Istruzione

Marco Bussetti, ex ministro dell’istruzione, è finito su tutti i giornali nei giorni scorsi per alcuni viaggi e “missioni” sospette che sarebbero costate 25mila euro senza essere legate a impegni istituzionali. Il caso è scoppiato con l’inchiesta di un giornalista di Repubblica, Corrado Zunino, venuto in possesso dell’agenda personale dell’ex ministro. Alice Martinelli è andata a parlare con lui: “Qui è scritto tutto quello che ha fatto il ministro dal primo giugno 2018 al 5 settembre 2019”, ci dice Corrado. Quello che l’ex ministro ha fatto in questo periodo il giornalista lo ha confrontato con il calendario pubblico dei suoi spostamenti istituzionali, ovvero le cosiddette “missioni”, che in quanto impegni di lavoro vengono rimborsate a Bussetti dal suo Ministero, ovvero con soldi pubblici.

“In 13 mesi, su 133 missioni, 80 sembrano davvero non giustificate”, sostiene Corrado. “In alcuni casi c’è scritto ‘impegno privato a Gallarate’. Alcune fonti mi hanno rivelato che quell’impegno privato era per la visita alla casa che sta acquistando”. Il che significherebbe che l’ex ministro avrebbe spacciato per istituzionali degli impegni che non lo erano.

Il rimborso previsto per legge per ministri e parlamentari che abitano fuori Roma e devono raggiungere la capitale per lavoro si chiama “Diaria”: 3.500 euro netti al mese che possono essere usati per gli spostamenti da casa all’ufficio romano o per l’affitto di un alloggio. Se quei soldi non vengono spesi rimangono comunque in tasca al ministro in aggiunta allo stipendio. Tutte le altre attività che il ministro invece fa per conto del ministero sono chiamate “missioni”: per queste la legge prevede un rimborso oltre la Diaria che può essere chiesto indicando la data del viaggio e i giustificativi delle spese, che ovviamente devono essere motivi di lavoro. Ed è qui che il ministro potrebbe aver scroccato: se i viaggi personali vengono descritti come “missioni” saranno rimborsati come extra e i 3.500 rimarrebbero in tasca al ministro.

“Mi aveva colpito che il ministro giovedì 21 giugno lascia Roma e va su Milano Linate”, dice Corrado. Quel giorno infatti nell’agenda di Bussetti è segnato un Consiglio dei ministri. Ma lui non ci va proprio perché prende il volo per Milano, che sarebbe poi stato messo a rimborso. Il ministro sarebbe poi partito per una vacanza in Costa azzurra.

Secondo i calcoli di Repubblica gli 80 viaggi sospetti “sono costati 25mila 700 euro”. Non solo: un suo ex collaboratore dice di avergli anticipato un sacco di spese. “Mi deve 2.750 euro, il compleanno dei 18 anni della figlia. Tre abiti per 2mila euro, abiti sartoriali”, ci dice al telefono. “Mi dice: ‘paga tutto poi quando arriva il mio primo stipendio ti metto a posto la situazione’”.  Ma il debito non sarebbe stato mai saldato.

Alice Martinelli è andata dall’ex ministro a chiedere spiegazioni. “Sono tutte missioni registrate, controllate e vidimate dall’ufficio contabilità e bilancio del ministero”, risponde Bussetti. “Non ho nient’altro da aggiungere. Quello che hanno scritto non è tutto vero”. E quando citiamo il collaboratore a cui dovrebbe i soldi risponde: “Ne parleremo”. E conclude: “Si chiarirà tutto”. Lo speriamo anche noi! 

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