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Le calciatrici ce l'hanno fatta: finalmente saranno professioniste! | VIDEO

Le atlete donne diventano professioniste. Una vera e propria svolta per il panorama sportivo femminile italiano che, in largo ritardo rispetto ad altre realtà europee, reclamava diritti mai riconosciuti e la parità con gli uomini. Noi de Le Iene da tempo ci battiamo per vincere questa battaglia

La svolta tanto attesa è finalmente arrivata: le atlete donne diventeranno ufficialmente sportive professioniste a tutti gli effetti, un gol molto importante per le nostre calciatrici! La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato un emendamento alla manovra che equipara le atlete ai colleghi maschi, estendendo le tutele previste dalla legge per il lavoro sportivo.

“In Italia c'è una discriminazione di genere che non permette a nessuna atleta di essere professionista” ci aveva detto Sara Gama, capitano della Nazionale italiana, in un’intervista di Nadia Toffa che potete vedere qui sopra. Finalmente il nostro Paese si è messo alle spalle questa discriminazione. “Sono molto soddisfatto, perché è un primo passo concreto per fare in modo che le atlete che dedicano la propria vita e il proprio lavoro allo sport abbiano le stesse tutele dei loro colleghi maschi”, ha dichiarato il senatore Tommaso Nannicini.

Sara non era l'unica atleta ad averci espresso la sua frustrazione: “Mi piacerebbe diventasse la mia professione, ma in Italia siamo ancora indietro. Ho pensato perfino di andarmene all’estero”, ci aveva confidato Valentina Giacinti, attaccante della Nazionale. “In Italia non abbiamo neanche un campionato professionistico. Giocare all’estero è una realtà diversa: le atlete sono considerate professioniste, possono permettersi di fare solo quello nella vita e ricevono uno stipendio”, ci ha raccontato.

In Italia di atlete nella stessa situazione di Sara e Valentina ce ne sono purtroppo tante. “All’estero è tutto un altro film”, dicono le calciatrici. “Le giocatrici sono contrattualizzate, quindi tutelate poiché versano i contributi per la pensione. Gli stipendi, che restano comunque lontanissimi da quelli dei colleghi uomini, permettono però di vivere”. Parliamo di cifre dai 25 ai 220mila euro l’anno, più le sponsorizzazioni. Per questo motivo quando un club straniero fa un’offerta per una delle nostre giocatrici, è molto difficile competere.

Oggi però le cose sembrano finalmente cambiate. È stato introdotto un incentivo valido fino al 2022 per le società che stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo. Sono stati stanziati venti milioni di euro per i prossimi tre anni (4 per il 2020, 8 per il 2021 e 2022). Una giornata storica per il nostro movimento sportivo e una grandiosa vittoria per le nostre atlete: l’agognato passaggio al professionismo.

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