>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Camorra, morto l'autista eroe dimenticato dallo Stato | VIDEO

È morto oggi Stefano Montuori, sopravvissuto a un attentato della camorra assieme al magistrato Antonio Gagliardi grazie alla sua prontezza. Poco dopo il nostro servizio era finalmente riuscito a ottenere l'indennizzo dallo Stato che aveva aspettato per una vita

È morto oggi Stefano Montuori, autista del ministero della Giustizia sopravvissuto a un attentato della camorra. Quando lo abbiamo incontrato, nel servizio di Roberta Rei che potete vedere qui sopra, Montuori stava ancora aspettando giustizia.  

Il 13 settembre 1982, come ogni mattina, era andato a prendere il magistrato Antonio Gagliardi, che all’epoca stava indagando sugli appalti della camorra nella ricostruzione del terremoto dell’Irpinia (Campania). Quel giorno un commando di camorristi bloccò l’auto dove viaggiavano i due. “C’erano tre macchine, tutti armati con mitra”, ha raccontato alla Iena. 

Montuori e Gagliardi riuscirono a salvarsi grazie alla prontezza del primo: “Si sono finti morti”, ha raccontato la figlia dell’autista. “L’avrebbero risparmiato, invece ha contribuito a salvarmi la vita”, racconta il magistrato.

Un eroe insomma, che però dopo quell’attentato non aveva ancora ottenuto il riconoscimento che lo Stato aveva invece concesso a Gagliardi. Il magistrato aveva infatti ricevuto la medaglia d’oro da parte del presidente della Repubblica come vittima della criminalità e del terrorismo. Non solo, aveva diritto a un risarcimento che consisteva nel non dover più pagare le tasse. Nessun riconoscimento invece era stato attributo a Stefano, che a quell’uomo ha salvato la vita.  

Quando Roberta Rei lo ha incontrato, Montuori era costretto a letto perché malato di Sla. Muovendo solo le labbra, ci aveva detto: “Ho perso la fiducia”.

Poco dopo il nostro servizio, nel 2017, una sentenza del Consiglio di Stato aveva concesso finalmente a Stefano l’indennizzo previsto per le vittime del dovere. Un riconoscimento che aveva aspettato per 35 anni. 

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.