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CasaPound: allaccio elettrico abusivo nella sede occupata di Roma? | VIDEO

CasaPound, che dal 2003 occupa abusivamente un palazzo di Roma come sede del partito, avrebbe un allaccio abusivo per l’elettricità collegato ad altre sei utenze (nel caso parecchio complicato da staccare). Filippo Roma era entrato nella fortezza dei “nuovi fascisti” e aveva parlato con loro

Occupa abusivamente un palazzo di sei piani di Roma dal 2003: CasaPound, partito politico di estrema destra, in più di 15 anni non ha mai pagato un euro allo Stato, a cui appartiene il palazzo della Capitale dove i membri hanno fissato la loro sede. Ora sembra che abbia pure un allaccio abusivo dell’elettricità che illumina l’intero palazzo. Un “palazzo fortezza” dove noi de Le Iene, con Filippo Roma, siamo riusciti a entrare, come potete vedere nel servizio qui sopra.

La conferma dell’allaccio abusivo, di cui secondo quanto riporta Repubblica gli abitanti della zona sono a conoscenza da tempo, sembra arrivare da un cavo che parte dalla cassetta elettrica davanti al palazzo occupato. “Un allaccio non in linea con uno che avrebbe potuto realizzare la società”: così lo definisce sempre a Repubblica una fonte Acea, la società di fornitura elettrica a cui CasaPound deve 330mila euro.

Perché l’allaccio abusivo non viene staccato? Prima di tutto perché la sede dei “nuovi fascisti” è una sorta di fortezza. “Nessun tecnico è mai potuto entrare dentro l’edificio per verificare”, dicono gli abitanti della zona. Non solo: “Staccare la corrente a CasaPoubd provocherebbe problemi anche a altre utenze”.  

Come vi abbiamo raccontato nel servizio di Filippo Roma, sloggiarli sarebbe di competenza del ministero dell’Interno di Matteo Salvini. Per questo a febbraio siamo andati proprio dal leader leghista con una sua foto a cena con i leader di CasaPound. Gli abbiamo chiesto perché non facesse nulla contro la sede abusiva del partito di estrema destra. “Tutte le occupazioni abusive verranno sanate”, ha risposto. “Prima però ci occuperemo dei palazzi pericolanti”. 

 Fatto sta che gli occupanti di CasaPound sono ancora lì, in una zona, tra l’altro, dove gli affitti sono molto alti.

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