>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News | di Alessandro Barcella |

CasaPound, occupazione da 4,6 milioni: “Via se sloggiano anche i rossi”

Per la Corte dei Conti il partito di estrema destra, che da quasi 16 anni occupa nella Capitale senza pagare affitto come sede il palazzo nel quale eravamo entrati con Filippo Roma, ha provocato un danno alle casse dello Stato per 4,6 milioni di euro. Abbiamo sentito per telefono Davide Di Stefano, responsabile romano di CasaPound, che si dice disposto a pagare un “canone sociale di 600-700 euro al mese”. A molte condizioni

Lasciare il palazzo occupato abusivamente e spostarci fuori dal centro se si trovasse un immobile adeguato? Sì, se il Comune vuole proporre delle soluzioni lo faccia, ma a patto però che vengano spostate anche tutte le occupazioni abusive di Roma. Non si può pensare di partire da CasaPound, altrimenti sarebbe solo un’aggressione politica”.

Abbiamo sentito Davide Di Stefano, responsabile romano del partito di estrema destra, reagisce dopo che la Corte dei Conti è appena tornata sulla questione spinosissima del palazzo di via Napoleone III a Roma, occupato da quasi 16 anni da CasaPound. Lo fa stabilendo che il danno per l’erario dai mancati affitti mai percepiti dagli inquilini ammonterebbe a 4,6 milioni di euro e che andrà pagato da 9 dirigenti pubblici del demanio.

La cifra per lo stabile, in cui siamo entrati in febbraio con Filippo Roma nel servizio che vedete qui sopra, è ritenuta assolutamente sbagliata da Di Stefano: “Si è descritto il palazzo come se fossero 18 appartamenti finiti e pronti da mettere sul mercato. Qui non si è minimamente calcolato quanto il comune di Roma non ha speso in questi anni di occupazione, per fare l’assistenza alloggiativa alle famiglie che ci vivevano per esempio. Ci sono tutta una serie di costi non considerati: io non vedo alcun danno erariale”.

Gli inquilini abusivi di Casapound, spiega Di Stefano, sono in “emergenza abitativa”, nonostante qualcuno possa avere un suo reddito: “Rispondo che non è che se c’è un reddito non c’è emergenza abitativa. Una maestra d’asilo con un reddito normale può essere tranquillamente in emergenza abitativa. L’emergenza è di chiunque non è proprietario di una casa”. Ma allora anche gli immigrati non proprietari di casa sono in emergenza e avrebbero diritto come loro ad occupare? “Ovviamente per noi lo Stato deve prima occuparsi degli italiani, poi gli stranieri che sono qua, se hanno titolo per starci, si comporteranno come gli italiani se non ricevono risposte dall’amministrazione. Alla fine anche loro occuperanno... Noi crediamo che, come dice la Costituzione, lo Stato e gli enti preposti si debbano assicurare che tutti i cittadini possano diventare proprietari di un’abitazione. Per noi chi non è proprietario di una casa a Roma, con la carenza di alloggi popolari che c’è e senza nuove costruzioni dagli anni ’80, è in emergenza abitativa”.

Una soluzione immediata per Di Stefano e per CasaPound ci sarebbe: “Se dovesse arrivare una richiesta di pagare un canone sociale adeguato in accordo col demanio, diciamo di 600-700 euro al mese, noi saremmo pronti a pagarlo. In 15 anni però nessun ente mai è venuto a bussare al nostro palazzo, tranne che per la residenza e per i regolari contratti con l’azienda dello smaltimento dei rifiuti. Facciano una proposta di affitto: ribadiremo pubblicamente che siamo disposti a pagare un canone sociale adeguato”.

Per CasaPound ci si “accanisce” contro la loro occupazione per un motivo molto preciso: “Si vuole continuare a parlare di noi all’infinito pensando che questa vicenda possa danneggiare il benedetto Matteo Salvini, che è il cruccio di tutti quelli che parlano di CasaPound. A forza di parlare di noi voi avete portato al 34% Salvini e al 6 % la Meloni, quindi al 40% dei voti: li volete portare al 50%? Continuate a parlare di Casapound! Alla gente questa cosa non interessa, qui a Roma siamo sommersi dall’immondizia, dai topi, dai gabbiani… L’Italia è piena di situazioni del genere: a Roma c’è l’occupazione del Forte Prenestino, ma chi se ne frega, tanto sono comunisti… A Santa Croce in Gerusalemme c’è l’occupazione da parte di 200 famiglie, famosa per l’intervento dell’elemosiniere del Papa, che ha riallacciato la corrente. Perché quella è tollerata dal Comune, tanto che il vicesindaco ha detto che non verrà toccata? Mi sa rispondere a questa domanda? In Italia ci sono 400 occupazioni rosse e una col tricolore: quando arriveremo a 1 e 1 magari se ne può parlare… Io sono comunque contrario a sgomberare le occupazioni rosse in emergenza abitativa, perché lo Stato deve dare una risposta. È il pubblico che deve favorire l’accesso alla casa. Non c’è la volontà di risolvere, però, la Raggi vuole continuare a parlare di Casapound. Lo facesse, però alle prossime elezioni prenderà il 10%!”.

Per la Corte dei Conti i 9 dirigenti che dovranno pagare quei 4,6 milioni di euro di danno erariale avrebbero agito “in modo gravemente colposo”, non facendo nulla per sanare l’occupazione abusiva. “Penso che gli avvocati di quei 9 dirigenti condannati a pagare avranno ottime ragioni per dimostrare che non è responsabilità loro…”, sostiene Di Stefano.

Le Iene con Filippo Roma sono state dentro il palazzo occupato abusivamente da Casapound, provando a intervistare proprio Davide Di Stefano, ma alla fine sono state messe alla porta. Allora, come vedete sopra, siamo andati proprio da Matteo Salvini, a chiedergli perché non fa nulla anche contro la sede abusiva del partito di estrema destra. “Tutte le occupazioni abusive verranno sanate”, ha risposto il vicepremier. “Prima però ci occuperemo dei palazzi pericolanti”.

Un aiuto agli occupanti era arrivata poco dopo dallo stesso ministro dell’Economia Tria, che ha scritto una lettera alla sindaca Virginia Raggi. Il ministro ha spiegato che il palazzo non rischia di crollare e non ha nemmeno particolari problemi dal punto di vista igienico-sanitario. Una doccia freddissima per Virginia Raggi, che aveva avviato l’iter per lo sgombero dopo l’ok dell’assemblea capitolina.

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.