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Case di riposo, chiusa una ogni cinque giorni | VIDEO

I carabinieri, in un rapporto sugli ospizi italiani, raccontano una realtà allarmante: negli ultimi cinque anni ci sono stati oltre 3mila episodi di violenza ai danni degli anziani.  Con Giulio Golia vi abbiamo raccontato l’orrore che avveniva nelle corsie de “Il Fornello” di Bologna, dove il titolare avrebbe addirittura abusato sessualmente di un’anziana degente. A dicembre la sentenza per gli imputati

Una casa di riposo chiusa ogni cinque giorni, 217 negli ultimi due anni e oltre mille operatori denunciati. Almeno tremila episodi di violenza ai danni degli anziani pazienti solo negli ultimi cinque anni. E' un bollettino di guerra quello che emerge dai dati del Comando per la Tutela della salute dei Nas dei carabinieri ripresi dal Corriere della sera.

Case di riposo nelle quali, quando va bene, si registrano violazioni amministrative, contributi europei illegalmente ottenuti o personale sfruttato e sottopagato. E quando va male, e la cronaca continua a raccontarcelo, precipita i poveri pazienti in un vero e proprio inferno.

L’ultimo caso è quello del gruppo “Sereni Orizzonti”: quasi 6mila posti letto per un’impresa che fattura 200 milioni di euro l’anno. Il pm di Udine, che ha chiesto e ottenuto 8 arresti, parla di “perseguimento del profitto a ogni costo, sacrificando il fondamentale interesse umano a una vita dignitosa".

L’indagine si è avvalsa anche del contributo di numerose intercettazioni telefoniche che, stando sempre alla requisitoria del pm, avrebbero evidenziato come non venga mai “manifestata la preoccupazione che gli ospiti delle strutture abbiano troppo caldo o troppo freddo o non siano lavati e puliti con la necessaria frequenza o siano abbandonati a loro stessi”.

Un inferno simile a quello che Simone Gigli, che aveva entrambi i genitori nella comunità alloggio “Il fornello”, in provincia di Bologna, ben conosce e che aveva raccontato a Giulio Golia.

Un inferno sul quale, il prossimo 18 dicembre a Bologna, si esprimeranno i giudici. “Arriverà la sentenza a carico del titolare, di sua moglie e di due dipendenti, per i maltrattamenti ai danni di una decina di ospiti e la violenza sessuale su una donna anziana", spiega a Iene.it Simone Gigli. "Cosa vorrei? Il massimo della pena, che per me sarebbe l’ergastolo. Ma queste persone sono state giudicate con il rito abbreviato e il patteggiamento e dunque avranno sicuramente sconti di pena". E sugli ultimi dati dei Nas commenta: "Non mi stupiscono affatto, c’è un business enorme dietro la gestione degli anziani in Italia”.

La casa di riposo dove erano ospitati i genitori di Simone è stata chiusa lo scorso febbraio perché il titolare assieme alla moglie è accusato di aver picchiato selvaggiamente, fino a costringerli al sesso orale, alcuni ospiti.

E in quella struttura Simone ha perso il padre. “E' stata la prima di tante morti sospette che sono avvenute lì dentro, a soli tre giorni dal suo ingresso nella struttura. Sono dei criminali a capo di un’organizzazione perfetta. Penso avessero una violenza per ogni anziano in base alle sue debolezze”, racconta Gigli. “Ho il forte sospetto che mia mamma sia stata chiusa di notte sul terrazzo con 2 gradi sotto zero. Con una polmonite sarebbe morta senza lasciare alcuna traccia”. La donna però soffre di demenza senile e non è in grado di confermare che cosa accadeva in quella struttura. È invece certo un numero: “In camera con lei sono morte 8 persone. Una dietro l’altra, nel giro di poco tempo”.

Nelle immagini registrate dalle telecamere nascoste dei carabinieri, che le hanno piazzate per indagare sulle troppe voci che circolavano sulla struttura, si vedono anziani presi a schiaffi, pugni e calci. Come conferma anche un’ex dipendente, sentita da Giulio Golia: “Prendeva le persone da sotto le ascelle e le scaraventava sul letto”, dice riferendosi al titolare.

I parenti delle vittime e i vicini di casa della comunità non avrebbero mai sospettato nulla, perché gli accusati sembravano comportarsi con amore e dedizione nei confronti dei pazienti. Simone racconta: “Ho notato che quando andavo a trovare i miei genitori, i titolari non ci lasciavano soli un attimo. Ma ai nostri occhi sono sempre apparsi molto amorevoli nei loro confronti”.

A febbraio sono scattati gli arresti per i responsabili e Giulio Golia ci ha raccontato questo vero e proprio inferno attraverso la testimonianza esclusiva della persona che per prima ha alzato il velo sui fatti, un’ex dipendente della Comunità. Il cibo fornito agli anziani sarebbe stato un orrore, tra alimenti scaduti e insetti, ma nelle carte dell’inchiesta risulta addirittura che il titolare avrebbe costretto un’anziana degente a subire rapporti sessuali completi

“I carabinieri ci hanno sconsigliato di vedere i filmati perché fanno paura”, racconta Gigli a Giulio Golia. “Sono favorevole alle telecamere negli asili e nelle strutture per anziani, ma le devono mettere anche nei bagni. È qui che vengono commessi gli orrori più grandi”

 

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