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News | di Simone Carcano |

“Noi alle case popolari senza un tetto e con l'amianto in cortile” | VIDEO

I residenti delle case Aler di Bollate, alle porte di Milano, si rivolgono a Le Iene perché da troppo tempo vivono senza il tetto, che è tolto perché in amianto. Senza sostituirlo, “lasciando amianto e detriti in cortile” e con gravi problemi di infiltrazioni e di sicurezza 

Convivono da anni in mezzo ai disagi e da qualche mese, dopo la bonifica dall’amianto, non hanno più letteralmente un tetto sopra la testa. Sono i residenti di via Turati a Bollate, in provincia di Milano, che si rivolgono a Le Iene nel video qui sopra sperando che riprendano i lavori. Già: perché “sono quattro mesi che i lavori sono completamente fermi e l’amianto del tetto da sostituire è rimasto in parte in cortile”. Sono anche costretti a convivere tra infiltrazioni d’acqua e freddo. Ma soprattutto con una presenza davvero inquietante: quei sacchi bianchi con la “A” di amianto, una sostanza altamente cancerogena, che nessuno ha ancora portato via.  

“Devono venire al più presto e portarseli via perché ci può venire un tumore a tutti quanti”: è la prima cosa che ci viene detta da una delegazione di residenti quando arriviamo. In questi casi le regole per la bonifica parlano chiaro: le così dette big-bag bianche devono essere depositate in un’ala isolata del cantiere che a sua volta deve essere recintata con rete arancione e segnalata coi tipici cartelli di pericolo utilizzati nei cantieri. In questo caso ci sono solo i sacchi utilizzati per l’amianto che chiunque può toccare e aprire e la paura è comprensibile. Accanto a quelli con la “A”, ci sono anche molti sacchi di detriti.

“Da quattro mesi non vediamo più gli operai”, spiegano i residenti. “Ci dicono che le imprese devono mettersi d’accordo per proseguire”. Intanto però le 200 famiglie di queste case Aler, l’ente che gestisce le abitazioni popolari in Lombardia, sono costrette a convivere tra infiltrazioni e freddo. Perché il tetto non c’è più. Dopo aver tolto l’amianto, gli operai l’hanno sostituito con un tetto molto provvisorio fatto di lamiere e teli. Il vento e la pioggia hanno fatto il resto. “Da mesi viviamo con infiltrazioni d’acqua nelle pareti”, denunciano i residenti. E alcuni di loro ci portano proprio in casa per mostrarcele.

Guarda qui sotto le foto nella gallery dei disagi delle case Aler di Bollate

“Noi alle case popolari senza un tetto e con l'amianto in cortile”: tutte le foto

 
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“Io ho mio marito invalido con l’Alzheimer”, racconta una donna. “Quando piove non si può nemmeno stare sul divano perché l’acqua ci cade in testa”. Entriamo in un altro appartamento, i problemi sono gli stessi: “Qua siamo all’ultimo piano, sopra di noi non c’è il tetto e piove dentro. Posso stare così?”, ci dice un’altra donna, mostrandoci le macchie di acqua sul soffitto.

“Questo palazzo è a rischio di crollo e vedo che ogni tanto viene giù un calcinaccio: prima o poi qualcuno si fa male veramente”, spiega un altro condomino. “Abbiamo paura a salire le scale perché vengono giù i pezzi di cemento”. Salendo i gradini del palazzone notiamo come in alcuni punti delle pareti e dei pilastri il ferro fuoriesce dal cemento armato. Staccare un calcinaccio è semplice, in maniera inquietante, come ci mostrano i condomini. 

Tutti qui convivono con la paura e con la rabbia, anche perché, per tutto questo, pagano un affitto che può raggiungere i 600 euro al mese. E si rivolgono all’Aler: “Siamo stanchi di vivere qua: vogliamo una casa dignitosa”. 

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