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Ces 2019, Innovation award: vibratore squalificato perché “osceno” | VIDEO

Il dildo aveva vinto il premio alla fiera di elettronica di Las Vegas, poi è stato squalificato perché “immorale e osceno”. La produttrice: “Perché non avete avuto problemi con bambole gonfiabili e porno virtuale?”. Noi replichiamo la full immersion di Roberta Rei tra i vibratori delle più svariate forme e usi (compreso il parere di una testatrice doc)

Si chiama Osé ed è in grado di “mimare tutta la gamma di sensazioni che possono essere trasmesse al corpo da bocca, lingua e dita umane”. È il vibratore prodotto dalla società Lora DiCarlo, che ha fatto prima esaltare e poi indignare al Consumer Electronics Show 2019 di Las Vegas, una delle più importanti fiere di elettronica al mondo. Sarà per la sua particolarità di non aver bisogno di essere manipolato per produrre piacere nelle donne (lo indossi e funziona), fatto sta che Osé si è meritato dalla giuria il premio Innovation Award. Salvo poi essere squalificato per decisione della Consumer technology association, organo che ogni anno organizza il Ces di Las Vegas, perché “immorale, osceno, indecente, profano o non in linea con l’immagine”. Secondo i gestori Osé non “sarebbe dovuto essere accettato per l’Innovation Award Program, perché non rientra in nessuna delle categorie esistenti”. Uno di quelli insomma che avrebbe fatto impazzire Chantal, la testatrice di sex toys che Roberta Rei ha incontrato nel suo servizio “Orgasmo e sex toys”, di cui vedete qui sopra un estratto e che vi proponiamo integralmente qui sotto.

La squalifica di Osé intanto non l’ha presa certo bene Lora Haddock, una delle fondatrici dell’azienda produttrice, che ha pubblicato una lunga lettera: “Osé si adatta chiaramente alla categoria ‘Robotica e Drone’, come aveva stabilito la giuria”. Tanto più che c’è un precedente, ricorda Haddock. “Al Ces 2018 è stata lanciata quella che era letteralmente una bambola gonfiabile per uomini”, un robot femminile che non ha scandalizzato i gestori.  Anche per questo, oltre che per l’allusione al fatto che i prodotti per il piacere femminile siano osceni o immorali, l’ad di Lora DiCarlo accusa di sessismo gli organizzatori: “La sessualità maschile può essere esplicita con un robot per il sesso (…) e una stanza di realtà virtuale per i porno (allestita nell’edizione del CES 2017, ndr.). Mentre la sessualità femminile viene censurata se non addirittura messa al bando. Non puoi fingere di essere imparziale se permetti di mettere in mostra un robot sessuale per uomini ma non un massaggiatore robotico per la vagina”.

Insomma, perché l’innovazione tecnologica per il piacere maschile sì, e per quello femminile no? Tanto più che ormai sono tantissime le donne che usato questi “giocattoli”. Evidentemente il tabù resta, nonostante la vendita di sex toys e di giochi erotici abbia subìto un’impennata del 300%, soprattutto tra le ragazze tra i 20 e i 30 anni per un giro d’affari di 19 miliardi di dollari, come vi abbiamo raccontato del servizio di Roberta Rei (in cui vi abbiamo anche avvisato su come evitare rischi con modelli dai materiali inadatti). La Iena è andata fino in Olanda per parlare con Chantal, che di professione fa proprio la testatrice di dildo. Lei, che ne ha provati più di mille, ci ha mostrato le diverse forme e i diversi usi di questi strumenti del piacere femminile.

Dentro al suo negozio Osé ci sarebbe stato proprio bene e non avrebbe certo niente di “osceno o immorale”. Tanto più che la forma ricurva sembra andare per la maggiore, come ci mostra Chantal nel video che vedete qui sopra tirando fuori uno dei suoi dildo preferiti. “Se Dio esistesse avrebbe fatto tutti i peni come questo, è perfetto! Questa forma è come il paradiso!”. Questione teologica a parte, una cosa è certa: dove c’è una bambola gonfiabile, può starci anche un vibratore. E visto che parliamo di innovazione, sarebbe bene che gli organizzatori della longeva fiera di elettronica fossero all’avanguardia anche in fatto di idee e parità di diritti.  

Guarda qui sotto il servizio di Roberta Rei su vibratori e sex toys. 

dopo il nostro servizio

Insetti al pronto soccorso, dove per un altro episodio i parenti di una paziente hanno rotto il naso a una dottoressa. Anche dalle formiche al San Giovanni Bosco di Napoli è partita l’inchiesta de Le Iene con Gaetano Pecoraro sugli ospedali da incubo in Campania e in Calabria. Il governo ora dimissionario aveva detto di voler combattere la malasanità in queste due regioni. Che fine farà ora questo impegno?

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