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33 anni da Chernobyl. Ecco i bambini nelle scuole e il piccolo Vladik | VIDEO

Il 26 aprile 1986 esplodeva la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Con Alice Martinelli vi abbiamo raccontato dei bambini che oggi vivono in quelle zone e del piccolo Vladik, operato per un neuroblastoma

33 anni fa, il 26 aprile 1986, esplodeva la centrale nucleare di Chernobyl (Ucraina). Una tragedia che porta le sue conseguenze ancora oggi. Con Alice Martinelli vi abbiamo raccontato la vita di chi vive nei pressi di Chernobyl ed è costretto a stare a contatto con le radiazioni.

La Iena ha documentato le difficoltà che affrontano le scuole ancora oggi per dare da mangiare a tutti i ragazzi. Lì, abbiamo conosciuto Vladik, un bambino di allora due anni con un grave neuroblastoma alla colonna vertebrale.

Nonostante la regione in cui vivono queste persone sia ritenuta non a rischio dal governo, tutte le analisi realizzate sul cibo lì coltivato indicano valori di radioattività di gran lunga superiori ai limiti consentiti. Per questo motivo la percentuale di malati in Ucraina è salita a partire dal 1986, anno dell'esplosione del reattore della centrale nucleare.

Dopo il nostro servizio l'associazione Mondo in Cammino, che si occupa di dare pasti puliti a questi bambini, ha fatto partire una raccolta fondi per aiutare sia Vladik che tutte le scuole e gli ospedali della zona. “Dopo il vostro servizio abbiamo raccolto 120mila euro”, racconta Massimo Bonfatti, responsabile dell’associazione. 40mila sono stati usati proprio per il piccolo Vladik, che non riusciva a camminare. Vladik è stato operato in Turchia, dove gli hanno asportato il tumore. “Un mese e mezzo fa ha fatto tutti gli esami e hanno visto che non ci sono recidive”, spiega il responsabile. “Con gli altri soldi abbiamo dato da mangiare per un anno e mezzo a 800 bambini nelle scuole”.

Ora Vladik, come potete vedere nel video qui sopra, sta facendo riabilitazione. “Ha fatto molti progressi”, ci dice Massimo Bonfatti. “Ma può farla solo 10 giorni ogni tre mesi, mentre avrebbe bisogno di farla ogni settimana, cinque giorni su sette”. Per questo l’associazione sta cercando un centro privato in Ucraina che possa assistere il piccolo. “Stiamo valutando quanto costa, ma è importante che Vladik continui, altrimenti si rischierebbe di perdere tutti i progressi fatti finora. Ora riesce a stare in piedi per qualche secondo con i tutori alle gambe. Ma deve continuare a fare riabilitazione a tutti i costi!". 

Per chi volesse dare una mano all'associazione può cliccare qui.

Ecco qui sotto il servizio di Alice Martinelli.
 

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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