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News | di Monica Skripka |

Chiude l'ospedale delle tartarughe a Lampedusa: “Aiutateci o soffriranno” | VIDEO

Chiude il “Centro Soccorso e Cura Tartarughe Marine”, l’ospedale delle caretta caretta di Lampedusa. Il centro lavora per salvarle dal cambiamento climatico e dalla plastica. C’è una petizione con oltre 87.000 firme per salvare la clinica, ma purtroppo non basta. Anche noi di Iene.it sosteniamo la battaglia dei volontari che mantengono la struttura da quasi 30 anni

Chiude il “Centro Soccorso e Cura Tartarughe Marine” di Lampedusa che ha salvato più di 5.000 tartarughe. Parliamo di un vero e proprio ospedale per animali con un ambulatorio, una sala operatoria, un reparto di terapia intensiva. Il centro si mantiene grazie ai 150 volontari. Una quota di iscrizione, tanta voglia e rispetto per l’ambiente: così riesce a sopravvivere Lampedusa Turtle Group, che non riceve finanziamenti dallo stato. I fondi però stanno per finire.

“Un intervento ha un costo di 400 - 700 euro. Sono pochi i veterinari in Italia che operano le tartarughe”, dice Daniela Freggi, la biologa che gestisce da 20 anni il Centro Soccorso. Grazie all'impegno dei volontari, italiani e stranieri, il centro si è mantenuto per 30 anni. Con veterinari che arrivano da Parma, Bari, Palermo, Bergamo.

La soluzione? Il centro ha bisogno di fare riconoscere l’associazione al Wwf (World Wide Fund for Nature) e avere un’autorizzazione dal Comune e la Regione di Sicilia. Tutto deve partire con una ristrutturazione dei locali, che adesso non sono a norma.

Tanti sono i tentativi per salvare il centro, ma per adesso non bastano: qui stanno lottando da un anno. Per un periodo ottengono un finanziamento della Regione Sicilia per gestire le spese. Intanto iniziano a lavorare con i pescatori. Parte la mobilitazione per salvare la struttura. Una persona anonima avvia una petizione sulla piattaforma Change.org dove sono già state raccolte più di 87mila firme da 98 paesi in un mese e il numero continua a crescere! Riescono a sensibilizzare la comunità, ma le autorità sembrano fregarsene.

Se il centro chiuderà, le tartarughe malate finiranno ad Agrigento, passando 10 ore di nave. “L’attuale amministrazione non pensa di collaborare con noi” dice Daniela Freggi a Iene.it. “Abbiamo cercato di sensibilizzare il comune in un incontro per un progetto, niente da fare. Il sindaco evita l’argomento e mi evita per strada. È molto triste.”

Abbiamo cercato di chiamare il sindaco di Lampedusa per chiedere cosa ne pensa della chiusura, ma non ci ha ancora risposto.

L’Associazione “Caretta Caretta” chiede alla Regione di poter subentrare al Wwf per regolarizzare definitivamente la propria posizione e proseguire le proprie attività senza ulteriori minacce. La specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai al limite dell'estinzione nelle acque italiane. 

Non possiamo essere indifferenti. La soluzione è semplice, a portata di mano, serve un’altra firma alla petizione: la tua. Puoi farlo a questo link. 

esclusiva web

Lo studio della Società italiana di medicina ambientale sul collegamento tra inquinamento e coronavirus, di cui noi vi abbiamo parlato già a marzo, è stato pubblicato sul British Medical Journal confermando le evidenze iniziali: le polveri sottili presenti nell’aria hanno “aperto un’autostrada al coronavirus”. Per prevenire una seconda ondata bisognerebbe usare la “mascherina anche all’esterno dove non fossero assicurate distanze di almeno 6-8 metri”

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