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Codice Rosso, revenge porn: trova la foto osé dell'amante e la manda ai colleghi

Il primo caso di revenge porn a Milano con il nuovo Codice Rosso vede coinvolti una moglie, il marito e l’amante di lui (vittima del reato). In 72 ore la denuncia è arrivata al pm. Noi de Le Iene abbiamo ascoltato i racconti di giovani vittime di “revenge porn” con Veronica Ruggeri

Il primo caso di Revenge porn a Milano trattato con il nuovo “Codice Rosso”, entrato in vigore tre settimane fa, ha tutti i connotati del più classico dei triangoli amorosi. Lui direttore di una catena di saloni per parrucchieri, lei una moglie che becca sul telefono di suo marito una foto dell’amante a seno nudo. L’altra, l’amante appunto, la titolare di uno dei negozi di lui.

Trovata la foto della parrucchiera la moglie non ci pensa due volte: non solo la rispedisce alla diretta interessata con tanto di audio minaccioso, ma la inoltra a tutti i colleghi. La giovane titolare non ci sta e sporge denuncia. Una denuncia che fino a poco tempo fa avrebbe atteso i lunghi tempi della giustizia prima di arrivare al pm. Ma con il nuovo Codice Rosso, per cui una denuncia per violenza domestica o reati di genere deve arrivare al pubblico ministero entro 72 ore, i poliziotti hanno informato in tempo reale il pm di turno della vicenda e il fascicolo è finito nella “corsia preferenziale” prevista.

Ormai sono passate solo tre settimane dall’entrata in vigore della legge sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, il cosiddetto “codice rosso” appunto, che introduce una corsia preferenziale per le denunce delle vittime di tali reati. I primi dati diffusi da Repubblica parlano chiaro. A Milano in media vengono presentate 40 denunce al giorno per questi reati, a Roma 20, a Napoli 30. Le vittime si sentirebbero quindi incoraggiate dalla nuova legge a denunciare. Il provvedimento prevede non solo un inasprimento delle pene, ma anche una corsia preferenziale. Appresa la notizia di reato, infatti, la polizia giudiziaria deve riferire immediatamente al pubblico ministero (anche in forma orale e poi scritta). Entro 3 giorni il pm deve assumere le informazioni dalla persona offesa o da chi ha sporto denuncia e, se lo ritiene, procedere subito con atti di indagine.

Il Codice rosso introduce inoltre un nuovo reato, quello appunto relativo al “revenge porn”: la diffusione di immagini o video intimi senza il consenso degli interessati. Noi de Le Iene ci siamo occupati di questo tema con Veronica Ruggeri nel servizio che potete vedere qui sopra. “Non dormivo più, non mangiavo più, ho perso 16 chili”, ha raccontato alla Iena una ragazza. “Ho pensato: ok, adesso la mia vita è finita”. L’ex le ha detto esplicitamente: “Eh sai, io ho queste tue foto, questi tuoi video: se non ci vediamo per chiarire, io li mando a tuo padre e a tua madre oppure li metto su Internet”.

“Le fotografie sono state fatte durante e dopo il sesso, in quei momenti in cui c’era fiducia, c’era abbandono”, ha detto un’altra giovanissima vittima. “Diceva ‘quanto sei bella, aspetta ti faccio una foto’ e quel momento bello io l’ho visto sbattuto in faccia a 80mila persone". “Quando qualcuno mi fissava, la prima cosa che pensavo era: questo avesse visto le foto. E io andavo nel panico”.

Oggi, chi diffonde immagini a contenuto sessuale esplicito che erano destinate a restare private, rischia da uno a sei anni di carcere e una multa da 5 a 15mila euro.

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