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Strage di Corinaldo: troppe presenze per Sfera Ebbasta? Le testimonianze esclusive de Le Iene

Quante persone c’erano al concerto di Sfera Ebbasta la notte in cui hanno perso la vita 5 ragazzini e una mamma? Era la prima volta che il locale era gremito ben oltre la capienza consentita? Siamo entrati in possesso di testimonianze e documenti esclusivi che svelerebbero un’abitudine praticata da tempo

Quelle che state per ascoltare e vedere sono testimonianze dirette ed esclusive, di cui Le Iene sono entrate in possesso, e che potrebbero aiutare gli inquirenti a fare nuova luce sulla strage che la notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso, alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, ha portato alla morte per schiacciamento di 5 ragazzini e di una giovane mamma. Testimonianze audio, video e documenti esclusivi che, in particolare, gettano nuove ombre sulla gestione, da parte del locale, della questione della capienza.

Ma cominciamo dall’inizio. Sono le 00.40 circa dell'8 dicembre. Diverse centinaia di ragazzi (per la maggior parte adolescenti), ballano e si divertono all’interno del “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, per quasi 40 anni storico ritrovo marchigiano per gli amanti del ballo liscio. A minuti dovrebbe arrivare (non è chiaro ancora oggi se per un vero e proprio concerto o un meno impegnativo “djset”) Sfera Ebbasta, l’artista trap più celebrato di quest’ultimo anno (che anche noi de Le Iene abbiamo più volte intervistato).

Sono settimane che passaparola, annunci social e vendita dei biglietti sui circuiti di ticketing cercano di “spingere” una delle serate più importanti del locale (che in passato ha già ospitato l’artista milanese e altri protagonisti della scena trap e rap italiana, da Ghali a Gemitaiz e Mad Man).

Una manciata di minuti dopo le 12.40 (4-5 al massimo) il divertimento cede il posto alla tragedia. Per cause ancora tutte da accertare all’interno della sala si scatena un’ondata di panico. I ragazzini, che accusano difficoltà respiratorie e bruciori a gola e pelle, tentano in massa di raggiungere l’esterno del locale.

Uno “tsunami” umano che si propaga come una vera e propria ondata verso l’uscita di sicurezza. E qui, oltre la porta di quell’uscita, accade l’imprevedibile. Una piccola balaustra in ferro che fa da corrimano per proteggere da un piccolo fossato sottostante cede, a causa della pressione enorme di centinaia di giovani che si spingono l’uno contro l’altro.

Un fossato nel quale trovano la morte 6 persone. Cinque sono ragazzini che hanno speso la propria paghetta per assistere al concerto-evento del loro idolo Sfera, tutti tra i 15 e i 16 anni. La sesta vittima è una giovane mamma di 39 anni, che con il marito aveva accompagnato la figlia di 11 anni al concerto. È il panico, tra chi fugge insanguinato e chi cerca di rianimare ragazzi stesi per terra, esanimi e con la schiuma alla bocca. Sono istanti di paura vera, che sembrano non finire più. Lo potete vedere in questo video che alcuni dei partecipanti a quella serata ci hanno mandato (e che trovate anche in apertura del servizio).

Sono passati esattamente due mesi da quella maledetta sera al Lanterna Azzurra, e sono ancora poche, pochissime, le certezze. La confusione è l’unico dato certo, tra mille ipotesi prima avanzate e subito dopo smentite. Spray urticante al peperoncino spruzzato per gioco da uno o più ragazzi all’interno della pista? Un tentativo di rapina in cui quello spray era occasione di fuga? La combinazione chimica imprevedibile tra lo spray e la macchina del fumo presente in molti locali, Lanterna Azzurra compreso? O addirittura ammoniaca, magari versata nei condotti dell’aria del locale da qualcuno interessato a sabotare la serata? E ancora, inevitabile, la polemica infinita sulle misure di sicurezza, sui soccorsi che sarebbero arrivati con oltre 40 minuti di ritardo (e da presìdi sanitari lontani da quel luogo), su una presunta copertura assicurativa del Lanterna Azzurra che non ci sarebbe stata.

Su quella sera abbiamo solo una ragionevole certezza: al “Lanterna Azzurra” c’erano tante persone. Tantissime. Troppe.

Saranno le autorità, come già hanno iniziato a fare sin dalle ore successive alla tragedia, a stabilire le responsabilità e la dinamica dei fatti.

Noi de Le Iene vogliamo però farvi fare un piccolo “viaggio” all’interno di quella sera e di quel locale. Un viaggio che avrà, come tappe, testimonianze audio e video e documenti forniti da chi c’era e da chi aveva titolo per dire ciò che ora ascolterete, vedrete e leggerete.

Che il Lanterna Azzurra fosse stipato fino all’ultimo centimetro quadrato lo dicono gli stessi ragazzi presenti, molti dei quali erano già stati lì e dunque sono assolutamente in grado di fare un confronto con altre serate.

Guardate questo brevissimo video realizzato da un ragazzo all’interno della sala principale, quella che a breve avrebbe dovuto ospitare Sfera. È di 3-4 minuti prima che si generi l’ondata di panico. E il ragazzo, mentre filma per conservare un ricordo memorabile di quella bella serata di divertimento, registra al tempo stesso un dato inequivocabile: una folla “oceanica” dentro al locale. Tanta, troppa gente.

Quest’altro video, registrato poco prima di quello che avete appena visto, non fa che confermare la situazione.

Gente ovunque insomma: dentro (stipata come sardine, come avete potuto vedere) ma anche e soprattutto fuori, tra l’area del parcheggio e quella maledetta balaustra crollata (dove c’era gente in attesa di entrare e gente che preferiva ascoltare la musica all’aria aperta, magari per fumare e bere in libertà). La stessa gente e la stessa confusione che vede una ragazza, che arriva nei pressi del locale nel momento esatto della tragedia. E che si rende subito conto dell’incredibile numero di persone che in quel momento attendono Sfera Ebbasta. Ascoltate la sua testimonianza.

Ma quanta gente c’era davvero al Lanterna Azzurra? Crediamo che, probabilmente, non lo si saprà mai con precisione. Pochi giorni dopo la tragedia cominciano a trapelare alcuni numeri, che sarebbero quelli delle capienze ufficiali del locale. Il Lanterna Azzurra, lo racconteranno i quotidiani nei giorni successivi, tre anni fa era stato riaperto, dopo una chiusura dettata dalla mancata agibilità anti-incendio. In quell’occasione la capienza totale consentita si sarebbe ridotta da oltre 1000 a 870 persone. Quella maledetta sera, al Lanterna Azzurra, quindi, sarebbero potute entrare 870 persone? No, perché per il concerto di Sfera viene aperta la sola sala principale, al piano terra. Capienza totale? Circa 460 persone.

A raccontarci la disposizione delle sale è una ragazza che ha lavorato a lungo al Lanterna Azzurra: “Ci sono due sale principali, una al piano terra, la più grande, e una al piano inferiore, che dovrebbe avere una capienza di poco meno di 300 persone. Quest’ultima durante i concerti viene aperta solitamente solo a tarda serata, dopo l’1,30-2 di notte. A questi spazi si aggiunge l’area dei tavoli riservati (parliamo di una decina abbondante di tavoli da almeno 50-60 posti l’uno, ndr), che si estende a bordo palco e in una sorta di balconata superiore. C’è un altro piccolo spazio esterno, una sorta di giardino all’aperto che è utilizzato per fumare".

Non una vera e propria sala, insomma, ma anche questo spazio (come la sala inferiore), durante quella maledetta sera, è chiuso.

I numeri sono importanti, fondamentali. E i numeri di quella sera ci dicono che il Lanterna Azzurra avrebbe potuto ospitare al suo interno al massimo 460-500 persone. Al massimo.

Ma quanti sono stati, davvero, i biglietti staccati per il concerto di Sfera Ebbasta? Quale il dato delle presenze “ufficiali” (quelle dimostrabili da un biglietto) vendute tra piattaforma di ticketing, prevendite dei pr del locale e biglietti staccati quella stessa sera all’ingresso?

Anche qui la confusione è massima. C’è chi ha parlato di 1500 biglietti emessi, e chi invece è arrivato a ipotizzare un numero molto superiore, pari a 5000 biglietti (un calcolo basato però sui ticket stampati, il che non vuol dire affatto, sia chiaro, per forza venduti!).

Noi non conosciamo il numero esatto delle persone che erano lì quella sera, anche perché ai numeri “ufficiali” bisogna aggiungere quelli che potremmo definire “fantasma”. Parliamo insomma di tutte quelle persone che sarebbero entrate nel locale senza necessariamente passare dall’emissione di un biglietto. In che modo? Attraverso la consegna all’ingresso di un braccialetto, che dava diritto a entrare al Lanterna Azzurra senza l’obbligo di rilasciare un ticket cartaceo.

“Fantasmi”, questi, che per lo più avevano prenotato uno di quei tavoli da almeno 50 persone, a bordo pista o in balconata.  E non lo stiamo dicendo noi, ma quest’altra ragazza di cui sentirete la voce, che in compagnia di un gruppo numeroso di amici si godeva la musica in attesa di Sfera. Seduta comodamente al tavolo che il suo gruppo aveva riservato. Con il braccialetto al polso. E nessun ticket in tasca. Sentite bene.

 

Lasciamo a voi il compito di fare due conti. E un altro giovane da noi intervistato, a mezza bocca, suggerisce: “bisogna aggiungere anche gli ingressi   omaggio…”

“I tavoli, contrariamente a quanto hanno riferito successivamente dal locale, non erano mai compresi nei biglietti e nemmeno gli ingressi omaggio, gestiti attraverso uno scontrino che consegnavi all’ingresso e che poi, una volta entrati, loro si riprendevano…”, spiega un altro giovane molto ben informato sulla gestione amministrativa.  Uno dello staff.

Insomma, dalle testimonianze che stiamo sentendo parrebbe evidente che quella sera il Lanterna Azzurra abbia lavorato ben oltre ciò che la legge e le più elementari norme di sicurezza avrebbero consentito.

Ma pare fosse già successo. E, ancora una volta, non lo diciamo noi. Quelli che vi mostriamo adesso, e che potrebbero essere d’aiuto agli inquirenti, sono screenshot di messaggi pubblicati su un gruppo WhatsApp. Non un gruppo qualsiasi, ma una chat in cui il capo delle public relations di uno dei 4-5 staff di vendita del Lanterna Azzurra si teneva in contatto con i ragazzi che facevano materialmente i pr per il suo staff, cioè che nello specifico dovevano vendere gli ingressi in occasione delle serate come quelle di Sfera (cioè le cosiddette “prevendite”).

Uno dei numerosi giovani che lavora come pr al Lanterna Azzurra, e che naturalmente ringraziamo per la testimonianza e che ha chiesto di rimanere anonimo, ci ha fornito questa prova diretta, basata sulle conversazioni di quel gruppo di pr del Lanterna Azzurra. Solo uno dei 4-5 team di venditori (di pr) in attività, ripetiamo.

Abbiamo parlato di quella che potrebbe essere un’abitudine consolidata, ovvero quella di vendere molti più ingressi rispetto alla capienza consentita del locale.

Un’abitudine che si sarebbe praticata già in occasione dell’evento-concerto di Mad Man e Gemitaiz, due nomi di peso del panorama rap italiano. Il capo dei pr, dietro richiesta esplicita di un ragazzo del suo staff, dà al gruppo i numeri delle presenze di quella sera. Ecco il messaggio, inequivocabile.

 

E perché anche voi possiate rendervi conto visivamente del successo di quella serata, postiamo in questa gallery una serie di fotografie inequivocabili, che lo stesso capo pr mostra ai ragazzi del suo staff di vendite come incoraggiamento e ringraziamento per il lavoro svolto. Fotografie che vi facciamo vedere qui sotto:

Lanterna Azzurra: una folla immensa al concerto di Mad man e Gemitaiz

 
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Poco tempo dopo, siamo a ottobre del 2017, il Lanterna Azzurra inaugura una serata chiamata “afrodisiaco”, che si svolge nella sola sala inferiore e tenendo aperto il piccolo spazio esterno per fumatori (ricordiamo che la capienza della sala al piano inferiore è di circa 270-300 persone). Anche qui numeri da capogiro (in tutti i sensi). Come dimostra questo messaggio inviato sempre dallo stesso capo pr al suo staff.

 

 

Un grande successo di pubblico insomma, e un incoraggiamento ai giovani pr in vista dei prossimi eventi del Lanterna Azzurra (tra cui un concerto dello stesso Sfera, non però quello della sera della tragedia, svoltosi il 31 ottobre del 2017).

Poco tempo dopo, nei giorni che precedono quel concerto di Sfera, lo stesso capo dei pr dice ancora nel gruppo: “Raga confermiamo i tavoli che li abbiamo in sold out” (forse quegli stessi tavoli che, come ci spiegava uno dei giovani da noi intervistati, non rientrano nei conteggi dei biglietti ufficialmente staccati perché gestiti attraverso la consegna di un braccialetto al polso).

 

 

“Avevamo tavoli da 50 persone per quell’evento, e calcola che c’erano almeno 10-15 tavoli”, ci spiega un altro membro dello staff che chiede di rimanere anonimo.

Altra serata, altra apparente conferma di questa brutta abitudine. Una conferma che, ancora una volta, arriva dai diretti interessati. È il 17 marzo 2018: ad esibirsi c’è un altro artista, chiamato Mr.Rain. I pr ancora una volta macinano prevendite, i cui numeri sono riportati in quest’altra chat che abbiamo ottenuto. Una testimonianza che ancora una volta lasciamo siate voi a giudicare.

 

 

Numeri importanti e relativi, lo ricordiamo, alle vendite di uno solo dei circa 4-5 staff di pr in attività. Dunque per quella sera uno solo dei 4-5 staff di pr riesce a piazzare quasi 300 biglietti. Sarebbe facile moltiplicare 300 per 5, ma anche a stare molto prudenti arriviamo a numeri di presenze che supererebbero da soli le capienze del locale!

A dirci se davvero il Lanterna Azzurra, quella maledettissima sera, fosse stipato oltre ogni limite (consapevoli del fatto che potrebbe comunque essere solo una delle diverse concause della tragedia) saranno comunque gli inquirenti e la magistratura.

Se qualcuno di voi però ha partecipato a quella serata, ha lavorato o lavora al Lanterna Azzurra o ha comunque testimonianze, video o audio da mettere a disposizione, saremo lieti di prenderle in considerazione. Scrivete dunque all’indirizzo email redazioneiene@mediaset.it

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