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Razzismo, bambino di tre anni di colore preso a calci in strada a Cosenza

Il piccolo è stato picchiato in pieno centro da un uomo perché si era avvicinato al passeggino del figlio

Inquietante attacco razzista in pieno centro a Cosenza: un uomo ha colpito con un calcio all’addome un bambino di origini nordafricane di tre anni perché si era avvicinato al figlio in passeggino. Il piccolo è stato immediatamente aiutato dai passanti, che hanno chiamato i soccorsi: per fortuna non ha riportato ferite gravi. 

La polizia ha identificato il responsabile: si tratta di un uomo, fratello di un pentito di camorra, che si trovava nel Cosentino in un luogo protetto. È stato denunciato per lesioni personali aggravate. Per lui è scattato anche l'allontanamento immediato dalla Calabria verso un'altra località sicura.

L’aggressione razzista è avvenuta martedì verso le 19 ed è stata resa nota solo oggi: il bambino era con i fratellini di 8 e 10 anni insieme alla madre in uno studio medico. La donna ha dato ai figli i soldi per comprare il gelato e li ha fatti uscire: il bambino si è avvicinato a un passeggino ma l’uomo che accompagnava il figlio, secondo quanto raccontato da un testimone, lo ha colpito con un calcio all'addome.

Tutto questo quando il razzismo è lontanissimo dalla mente dei bambini. Noi de Le Iene, che ci occupiamo spesso di questo tema, ci siamo chiesti in particolare con Alessandro Di Sarno se è presente anche nei giocattoli dei bambini. La Iena ha ripetuto il famoso test delle bambole di Kenneth Clark, aggiungendo un nuovo elemento.

Chiamiamo otto bambini tra i 4 e i 7 anni per sapere come reagiscono davanti al colore della pelle. Chiediamo quale bambola assomiglia a un bambino bianco. E ci indicano quella dalla pelle chiara. Poi allo stesso modo alla domanda su quale ricordi loro un bimbo di colore puntano il dito verso quello scuro.  

E tra le due quale reputano più bella? Le risposte sono diverse. Fino a qua abbiamo ripetuto l’esperimento di Kenneth Clark, realizzato negli anni ’50, aggiungiamo un particolare in più. Facciamo parlare le bambole che sono state scartate, le reazioni dei bambini sono tenerissime. E qualcuno si sente anche in colpa!

Guardate qui sotto il servizio, la migliore risposta a quell’uomo di Cosenza.

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