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Via col laser il mitra sulla faccia del ragazzo disoccupato | VIDEO

Daniele Di Bella ha la faccia piena di tatuaggi tra cui un Kalashnikov e per questo non riesce a trovare lavoro, come aveva raccontato per la prima volta a noi de Le Iene. Un chirurgo si è offerto di rimuovere quel tatuaggio dalla fronte del giovane

Se vi presentate a un colloquio di lavoro con la faccia piena di tatuaggi, tra cui un Kalashnikov sulla fronte, forse il lavoro non ve lo danno. O almeno questo è ciò che è capitato a Daniele Di Bella, milanese, 27 anni e una passione enorme per i tatuaggi. Quando a dicembre abbiamo pubblicato per la prima volta la sua intervista su Iene.it, si è scatenato un polverone, fatto di insulti virtuali, timide offerte di lavoro e inviti in trasmissioni tv. Ma le cose forse ora cambieranno perché un chirurgo si è offerto di aiutarlo e rimuovere gratuitamente con il laser almeno il mitra dalla sua fronte.

Daniele ci aveva contattato per segnalarci un problema: “Sono disoccupato da tre anni", recitava la sua email, "e per via dei tatuaggi non riesco a trovare lavoro. Sì magari ho voluto dare un po’ l’immagine del cattivo ragazzo, ma non lo sono e chi mi conosce lo sa. Posso sembrare addirittura un ex galeotto ma sono incensurato”. Qui sopra trovate l’intervista integrale al ragazzo.

Purtroppo non è facile guardare oltre le apparenze. Daniele quindi vive a casa di sua nonna e si mantiene con la sua pensione perché un lavoro non glielo dà nessuno.

Il volto tatuato però ha anche i suoi vantaggi, come ci racconta sempre Daniele: “Da quando ho tutti questi tatuaggi ho molte più ragazze. Non che prima non ne avessi eh”.

Siamo stati noi per primi a raccontare la storia di Daniele di Bella, una storia che recentemente è finita persino nel salotto di Barbara D’urso. Da quando abbiamo risposto al suo appello a oggi, Daniele è diventato un caso nazionale. In questi giorni un chirurgo, il dottor Luca Lecciso, si è offerto di rimuovere gratuitamente il tatuaggio dal volto del giovane con un trattamento laser d’avanguardia. Vi terremo aggiornati.

Hatem Moustafa, il padre della ragazza italiana di origini egiziane morta dopo essere stata brutalmente picchiata in Inghilterra da un gruppo di giovanissime bulle come vi abbiamo raccontato con Pablo Trincia, commenta la condanna per due di loro a 8 e 12 mesi: “Una parente mi ha riso in faccia, sono in guerra da solo contro l’Inghilterra, per salvare la mia famiglia: perché l’Italia non mi aiuta?”

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