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La denuncia di un gruppo di peruviani: “Picchiati dalla polizia” | VIDEO

Juan e un gruppo di altri amici peruviani denuncia a Luigi Pelazza di essere stato brutalmente picchiato da alcuni poliziotti nel Milanese. Vi mostriamo i video della colluttazione e dell’arresto dei giovani e vi raccontiamo di un verbale di polizia in cui qualcosa sembra non tornare

Luigi Pelazza raccoglie la denuncia di Juan, un giovane cittadino peruviano che sostiene di essere stato picchiato dalla polizia, assieme ad un gruppo di amici.

Lui e un amico erano intenti a fare pipì dietro al chiosco di un fiorista, dopo una serata in compagnia, forse dopo qualche birra di troppo. E lì sarebbero stati aggrediti da uno degli agenti di polizia intervenuti.

Spiega Juan: “Dopo essere usciti dalla birreria cercavamo un kebab per mangiare, e siccome era chiuso ce ne stavamo tornando a casa, tranquilli…”.

Una scena, quella della presunta aggressione, ripresa dal telefonino di Diego, uno dei cinque amici: “Quando ho visto che la polizia voleva picchiarlo ho reagito tirando fuori il cellulare. Vedendo che stavo registrando hanno provato a prendermi il cellulare e volevano che cancellassi. Ho dovuto metterlo via”.

Nel video l’agente ordina ai due amici di non muoversi, ma nessuno dei due parla bene l’italiano. Uno dei ragazzi si avvicina all’agente e lo apostrofa così: “Sei ingiusto, perché picchi lui, picchia me allora”. Il giovane racconta: “A un tratto è arrivato uno dei suoi colleghi e ha iniziato a darmi pugni”.

Nel video si vede il poliziotto che dopo avergli detto “mi hai rotto il cazzo” comincia a colpirlo con dei pugni.

Juan e il suo amico negano di avere picchiato a loro volta gli agenti, come sostiene il verbale del loro arresto. “Ci siamo limitati alle parole” .

Gli agenti avrebbero picchiato anche una delle ragazze del gruppo, con il manganello. “Dopo mi ha buttato a terra e mi ha colpito sul braccio e sulla gamba”.

I poliziotti, inizialmente due, sarebbero poi diventati 10 o 15, raccontano ancora i peruviani. “Tutti venivano verso di noi e quando mi sono messo a terra tranquillo loro hanno continuato a picchiarmi”.

Luigi Pelazza ci mostra anche un secondo video, quello dell’arresto dei peruviani. In effetti si vede una scena molto particolare e apparentemente anomala. Uno dei due amici, probabilmente già ammanettato, viene scaraventato a terra e colpito con un calcio da un’agente, che però non sappiamo se sia un poliziotto o uno dei carabinieri nel frattempo giunti sul posto.

Una delle ragazze racconta addirittura che uno dei poliziotti, durante le fasi della colluttazione, avrebbe preso in mano la sua pistola.

Juan e il suo amico vengono arrestati e poco dopo, su loro richiesta, portati al pronto soccorso, per i dolori causati dalle botte che avrebbero subito.

“Siamo stati tutta la mattinata perché la cosa era grave”. A non tornare però è il verbale della polizia, in base al quale i ragazzi si sarebbero rifiutati di ricevere copia della comunicazione scritta per l’arresto. Peccato che, stando all’orario del verbale della polizia, i due si sarebbero rifiutati di firmare le carte mentre in realtà erano ancora in ospedale.

I due dopo le dimissioni dall’ospedale vengono portati in tribunale, senza che gli venga concesso di chiamare un legale, come sostengono. Per la polizia invece sarebbero stati loro a rifiutarsi di chiamarli.

Raccontano che l’avvocato d’ufficio avrebbe prospettato loro due strade: o riconoscersi colpevoli, evitando il processo o continuare, e rischiare. Così Juan e il suo amico accettano di riconoscere la loro colpa.

Luigi Pelazza va a chiedere spiegazioni alla polizia, a cui mostriamo i video della colluttazione e dell’arresto.

Il vicequestore dà la sua versione: “Durante un controllo di polizia il controllato deve stare a debita distanza e deve essere invitato a farlo . Se poi questo non accade la percezione di sicurezza si abbassa. E quindi tutto quello che succede è anche responsabilità di chi non esegue. Ma non i pugni. Gli operatori di polizia sono a rischio della vita, sempre”.

Gli diciamo che anche la ragazza del gruppo avrebbe preso un pugno e il vicequestore spiega: “Un filmato di così pochi secondi ci fa vedere soltanto alcune azioni, non certo la totalità dell’evento”.

Chiediamo anche di quel verbale e dell’orario della firma che sembrerebbe essere in contrasto con il foglio delle dimissioni dall’ospedale: “’Mi sta presentando adesso questi fogli, io li acquisirò. Io non devo dare in questo momento…”

Sul comportamento di quegli agenti, aggiunge: “Se ci sono stati degli errori verranno valutati. Nessuno deve nascondersi”.

dopo il nostro servizio

Il ministro degli Esteri ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, per fare il punto della situazione. Noi de Le Iene ci stiamo occupando da tempo del caso di Chico Forti. La prossima settimana torneremo a parlarne con un nuovo servizio del nostro Gaston Zama

L'ultima puntata

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