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Carrozzina nuova per disabile con 4.500 euro in più di “extra” | VIDEO

Christian è affetto da una grave malattia degenerativa e vive su una sedia a rotelle. Quando decide di cambiarla, potendo usufruire del rimborso totale dell’Asl, va in un negozio di Napoli. Ma il titolare, ci racconta, gli chiede di integrare la quota dell’Asl con 4500 euro. Interviene per noi Silvio Schembri

Christian è un ragazzo di 27 anni e vive a Capri. Soffre di una malattia grave e rara, l’atrofia muscolare spinale, ma grazie alla sua carrozzina riesce a vivere una vita quasi normale. Ma quella stessa carrozzina, che Christian deve sostituire e il cui modello nuovo costa 20mila euro, farebbe “gola” anche ad alcuni furbetti che vorrebbero approfittarsene.

Christian infatti si è recato presso una sanitaria napoletana per comprare un nuovo modello della sua carrozzina, potendo contare su un rimborso totale da parte dell’Asl. Ma il titolare di quell’esercizio commerciale, ci dice, sarebbe stato chiaro con lui: “Io non ho proprio interesse di fornire la carrozzina”. E questo perché, a quanto ci racconta Christian, il ragazzo si sarebbe rifiutato di pagare un extra non previsto e non dovuto.

“L’azienda nostra ci deve guadagnare il suo, questo qua è il succo”, avrebbe spiegato il tecnico ortopedico a Christian quando il ragazzo è andato nel negozio per comprare la carrozzina nuova.

Quando Christian dice che vuole annullare l’ordine e spiega di volerla acquistare altrove, l’uomo si sarebbe pure rifiutato di restituire al ragazzo la documentazione che serve all’Asl per permettergli di comperare la carrozzina altrove.

“C’è il rischio di impresa, cosa si guadagna? Qual è la nostra parte?”. Per provare a risolvere a suo modo la situazione l’uomo avrebbe proposto a Christian di acquistare un altro modello di carrozzina, che però costa 10mila euro. E dove andrebbero a finire allora gli altri 10mila euro che l’Asl ha autorizzato?

Silvio Schembri va a parlare con il titolare della sanitaria. L’uomo all’inizio dice di non ricordare assolutamente nulla di Christian, poi cambia versione, sostenendo di aver chiesto quei 4.500 euro perché il ragazzo avrebbe voluto sulla sua carrozzina diversi accessori in più. Christian ci fa ascoltare però una telefonata avuta con un tecnico di quel negozio nella quale è evidente che il giovane non abbia chiesto nessun “optional” in più. La Iena riesce a convincere il titolare a restituire, l’indomani mattina, i documenti che serviranno al ragazzo per acquistare la carrozzina altrove. Ma quando ci presentiamo in negozio i fogli non ci sono più e il titolare spiega che li ha l’avvocato.

Mentre lo aspettiamo, dopo una chiamata dell’uomo, Christian viene anche accusato di aver fatto perdere del tempo prezioso al negozio e di essere andato lì “per fare show”. Ma lo show, a quanto pare, l’avrebbe fatto proprio lui perché quando proviamo a telefonare all’avvocato per sapere del suo arrivo, quest’ultimo nega che il titolare lo abbia mai chiamato.

Finalmente dopo una attesa lunghissima e, dopo che Christian per la tensione si è anche sentito male, l’avvocato arriva e consegna le carte tanto attese.  

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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