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Don Euro: la difesa chiede la perizia psichiatrica

Nel processo in corso a Massa contro l’ex sacerdote denominato “Don Euro”, la difesa dell’uomo chiede di verificare il suo stato di salute mentale. Noi lo avevamo incontrato con Nina Palmieri, per chiedergli conto di quella sua bella vita tra escort, champagne, alberghi di lusso e regali: il tutto, dice l’accusa, con i soldi dei parrocchiani

 

Una perizia psichiatrica per Don Euro? La chiedono i suoi avvocati, durante il processo a suo carico al via a Massa Carrara. Contro l’uomo, che oggi non è più un prete, si sono costituiti parte civile 4 giovani escort, che avrebbero avuto relazioni con lui e che avrebbero beneficiato dei regali anche economici elargiti dall’uomo.

Ci eravamo occupati di don Luca Morini, noto come “don Euro”, a causa del suo stile di vita fatto di hotel di lusso, escort e cocaina, con il servizio di Nina Palmieri (che potete rivedere qui sopra).

Su Don Euro pesano accuse molto gravi: dall’estorsione, alla detenzione e cessione di stupefacente, fino alla sostituzione di persona. Nessun accusa, invece, in mancanza di querele di parte, per truffa ai danni dei fedeli, ovvero per l’impiego delle donazioni dei fedeli della sua parrocchia per usi molto meno “caritatevoli” di quelli raccontati.

Secondo l’accusa iniziale infatti l’ex sacerdote chiedeva anche soldi per assoluzioni e battesimi e girava perfino per i paesini della zona con una tanica di “acqua benedetta”, che avrebbe spacciato come proveniente da Medjugorje.
Il tribunale di Genova aveva confiscato a Don Euro beni pari a 700mila euro a lui riconducibili mentre la  procura, durante le indagini, aveva individuato 30 parti offese, che però non hanno sporto denuncia. Pare che sui suoi conti siano circolati, negli anni, fino a 5 milioni di euro. Ad accusarlo restano ora solo 4 giovani escort, che si sono costituiti parte civile contro l’ex prete.

Nel corso della prima udienza del processo un teste avrebbe riferito di un’importante somma di denaro donata dal comune di Carrara per il rifacimento del campo da calcio di una parrocchia, un intervento in realtà mai eseguito.  

Don Euro, che nel suo telefono aveva il contato di ben 300 escort uomini, è imputato anche di estorsione poiché, secondo l'accusa a suo carico, avrebbe costretto alcune persone a dargli denaro, tra cui lo stesso vescovo Giovanni Santucci: il tutto per evitare di far emergere un fantomatico dossier sugli scandali della diocesi.

Un maresciallo dei carabinieri, durante il processo in corso a Massa, avrebbe spiegato che Don Euro dopo lo scandalo avrebbe chiesto al vescovo un alloggio lontano dalla Curia, aiuti economici per pagare le bollette e un incarico di prestigio quando la storia si fosse sgonfiata. E le indagini degli inquirenti avrebbero poi effettivamente verificato che da parte della diocesi di Massa Carrara ci sarebbe stato l’acquisto di un appartamento a Marina di Massa, dove Morini vive tuttora.

I giudici si sono riservati di decidere sulla richiesta di perizia psichiatrica da parte della difesa di Luca Morini nel corso della prossima udienza, prevista per il 17 luglio.

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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