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Don Euro, sentiti in aula i “suoi ragazzi”: “Avessi saputo che era prete non ci sarei mai andato” | VIDEO

La seconda udienza del processo a Luca Morini, noto come don Euro, ex sacerdote accusato di truffa, sostituzione di persona, estorsione e detenzione di sostanze stupefacenti, si è tenuta a porte chiuse per tutelare i due giovani testimoni dell’accusa, che assieme a due escort si sono costituiti parte civile

La seconda udienza del processo a Luca Morini, l’ex parroco noto come Don Euro, si è svolta a porte chiuse per tutelare i due giovani testimoni dell’accusa. “Hanno ammesso di aver avuto rapporti con don Euro”, ha detto il loro avvocato, Luca Benedetti, fuori dal Tribunale di Massa. “Hanno confermato di averlo conosciuto come un giudice e di aver avuto paura di lui, delle relazioni che millantava e della sua posizione sociale. Non sono escort di professione”.

È stato proprio lo stile di vita stravagante e lussuoso di don Euro a ispirare questo soprannome e ad attirare la nostra attenzione. Con Nina Palmieri, nel servizio che potete vedere qui sopra, abbiamo incontrato Luca Morini dopo aver ascoltato il racconto di un escort che ci ha parlato della vita di questo “don” molto particolare, tra uomini, cocaina, hotel e cene extra-lusso.

Le accuse nei confronti del don sono di estorsione, truffa, sostituzione di persona e detenzione di sostanze stupefacenti. Nessuna accusa, invece, in mancanza di querele di parte, per truffa ai danni dei fedeli, ovvero per l’impiego delle donazioni della sua parrocchia per usi molto meno “caritatevoli” di quelli raccontati. Secondo l’accusa iniziale, infatti, l’ex sacerdote chiedeva anche soldi per assoluzioni e battesimi e girava perfino per i paesini della zona con una tanica di “acqua benedetta”, che avrebbe spacciato come proveniente da Medjugorje.

Il tribunale di Genova aveva confiscato a don Euro beni pari a 700mila euro a lui riconducibili, mentre la  procura, durante le indagini, aveva individuato 30 parti offese, che però non hanno sporto denuncia. Ad accusarlo restano ora solo 4 giovani, che si sono costituiti parte civile contro l’ex prete. Due di questi hanno testimoniato pochi giorni fa nella seconda udienza, mentre gli altri ragazzi verranno ascoltati a settembre.

Fuori dal tribunale di Massa uno dei testimoni, 25 anni, ha raccontato: “Non so nemmeno io come sono finito in questa storia. Con Luca Morini ci siamo visti quella sera d’estate a Roma, tre anni fa. Si è presentato come un magistrato, era vestito di tutto punto, con accessori griffati”. Il ragazzo racconta che non sapeva che si trattasse di un prete: “Avevo 22 anni, lui diceva di essere un magistrato importante, ho avuto paura. Ci siamo visti. Quante volte? Si contano sulle dita di una mano”.

Proprio dopo averlo visto nel nostro servizio il giovane avrebbe scoperto che si trattava in realtà di un prete (ora dimesso dallo stato clericale). “Stavo guardando Le Iene. Ho riconosciuto subito la sagoma di Morini. Quando lo hanno inquadrato in faccia mi sono sentito male. Non avevo sospetti, non immaginavo nemmeno lontanamente che fosse un sacerdote. Se lo avessi saputo? Non ci sarei mai uscito, nemmeno una volta a cena”.

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