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Don Mura, assolto dalle accuse di violenza sessuale, riprende le funzioni sacerdotali

Dopo l’assoluzione in primo grado di marzo scorso, è ora scaduto il termine per presentare ricorso. “Avevo chiesto un avvocato rotale, ma non mi hanno più fatto sapere nulla”, dice a Le Iene Arturo Borrelli, che ha accusato il don di violenza sessuale per fatti di 25 anni fa

Revocata la misura cautelare per don Silverio Mura, che era stato sospeso dall’esercizio pubblico del ministero sacerdotale nel maggio 2018 a seguito delle accuse di abusi sessuali su due minori, 25 anni fa. Il don è stato assolto in primo grado a marzo scorso dal Tribunale ecclesiastico dell’arcidiocesi di Milano. Ora, passato il termine per presentare appello, la sentenza di primo grado è passata in giudicato.

Noi de Le Iene vi abbiamo fatto conoscere questa storia attraverso le sconvolgenti e toccanti parole di Arturo Borrelli (che solo recentemente ha svelato il suo vero nome, mentre prima si faceva chiamare Diego), che aveva appunto accusato don Silverio di violenze sessuali subite “per 3 anni, 2-3 volte alla settimana”. Dopo 25 anni, registrando tutto, Arturo aveva incontrato di nuovo don Silverio, come potete vedere nel servizio qui sopra.

Lo scorso 4 febbraio Borrelli si era incatenato in Vaticano, perché non aveva avuto più notizie del processo. Quando, a marzo scorso, dopo 4 anni di istruttoria della Congregazione per la dottrina della fede, il processo era arrivato alla fine, Arturo era rimasto sconvolto e turbato per la sentenza. "Abolite i tribunali ecclesiastici - ci aveva detto con un filo di voce - perché solo dieci giorni fa quando siamo stati chiamati in Vaticano il mio avvocato è andato a parlare con gli avvocati della Congregazione della Dottrina della fede e loro ci avevano assicurato che la sentenza sarebbe stata positiva per me. Mi sento preso in giro, anche perché vorrei ricordare che oltre alle due persone che hanno denunciato il prete, c'era anche la testimonianza di una donna che dal suo balcone aveva visto più volte entrare ed uscire i bambini dalla casa di Don Mura. E non bastasse questo io avevo consegnato proprio nelle mani del papa le chat di altre tre vittime, che parlavano in modo inequivocabile di abusi subiti da lui". 

Arturo Borrelli ci aveva detto di non avere nessuna intenzione di abbandonare la sua battaglia e che avrebbe presentato ricorso. Ma così non è stato e, contattato telefonicamente dalla nostra redazione, ci ha detto perché: “Per presentare ricorso dovevo avere un avvocato rotale, ma non potevo permettermelo. Ho scritto più volte alla Curia di Napoli e al Vaticano chiedendo di assegnarmi un avvocato rotale. Mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere e invece non ho più saputo nulla. E adesso il termine per presentare appello è passato”.

E intanto nella nota della Curia di Napoli si legge: “Premesso che l’umana sofferenza va sempre rispettata e compresa, ovunque si possa rinvenire, e che la vicenda giudiziaria in oggetto è stata per tanti motivo di dolore, l’Arcidiocesi di Napoli comunica che il percorso della giustizia ecclesiastica è giunto alla sua conclusione, che accogliamo in spirito di fede e di obbedienza”.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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