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El Chapo, figlio in arresto: Messico in fiamme e l'uomo viene liberato

Ovidio Guzmán López, accusato come il padre di traffico di sostanze stupefacenti, era stato arrestato dalla polizia di Culiacàn, feudo del cartello di Sinaloa. Ma una volta arrestato, i suoi uomini hanno messo a ferro e fuoco la città, obbligando la polizia a liberarlo. Con Cizco e Gaston Zama vi abbiamo raccontato la guerra per la successione a El Chapo, oggi all’ergastolo nella prigione più sicura d’America

Il figlio del Chapo, Ovidio Guzmán López, non può essere arrestato. È la durissima verità di cui si è resa conto anche la polizia messicana, dopo che era riuscita a mettere le manette al figlio dello storico capo del cartello del narcotraffico di Sinaloa.

Lo hanno sorpreso durante un normale controllo nella città di Culiacàn, feudo del cartello che in Messico domina il traffico di stupefacenti. Ovidio Guzmán López, come già il padre che è all’ergastolo in una prigione americana, gestiva lo spaccio di cocaina, marijuana e  metanfetamine.

La reazione degli uomini del suo clan, scesi immediatamente nelle strade di Culiacàn, è stata violentissima, tra colpi d’arma da fuoco verso gli agenti, barricate e auto date alle fiamme. E così il capo della polizia si è visto costretto a lasciar andare l’uomo. "Il rilascio del signor Guzmán López è stato necessario per evitare ulteriori violenze, nell'ottica di recuperare e mantenere la calma in città", ha spiegato ai giornalisti increduli.

Non potrà invece essere mai liberato il padre, lo storico fondatore e capo del cartello di Sinaloa. El Chapo, che era già evaso due volte da un carcere messicano, si trova oggi rinchiuso nella “fortezza” denominata Adx Florence, in Colorado, il carcere più sicuro degli Stati Uniti.

Una struttura  inaugurata nel 1994 per ospitare "the worst of the worst", i peggiori di tutti. I prigionieri sono infatti terroristi, jihadisti, capi-gang e boss del narcotraffico: tra questi il famigerato terrorista Unabomber, Zacharias Moussaoui complice nell’attentato dell'11 settembre e Terry Nichols, complice nella strage di Oklahoma City.

Per El Chapo la lista dei reati è lunghissima: associazione a delinquere, criminalità organizzata, traffico di droga, riciclaggio di denaro sporco, uso e traffico di armi da fuoco e vari omicidi.

Il re del narcotraffico era stato arrestato in Messico nel 2016, un anno dopo una delle sue sorprendenti evasioni, quella dal carcere di massima sicurezza di Almoloya, grazie a un tunnel scavato di un chilometro e mezzo. Nel 2017 era stato poi estradato negli Stati Uniti. È stato inserito nella lista delle dei 50 uomini più ricchi del mondo: basti pensare che negli anni gli sono stati sequestrati 590 aeroplani e 13 elicotteri. E ora si cerca di mettere le mani sul suo tesoro, che sfiora i 13 miliardi di dollari.

Nel frattempo però in Messico, come ha documentato il reportage di Cizco e di Gaston Zama che potete rivedere qui sotto, la guerra per la successione a El Chapo si è fatta ancora più violenta.

Nel reportage vi abbiamo raccontato della mattanza dei Narcos in corso ad Acapulco, in Messico, documentando un’ intera giornata in questa città, tra esecuzioni di giornalisti e poliziotti e corpi dei rivali squartati e appesi sotto ai cavalcavia.

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