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El Chapo, gli Usa vogliono il suo tesoro. Ecco la mattanza dei Narcos | VIDEO

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È stato stimato, a ribasso, 12,6 miliardi di dollari il tesoro accumulato dal boss del cartello messicano di Sinaloa. La procura federale americana chiede che venga consegnato. Noi, in un reportage di Cizco e Gaston Zama, vi abbiamo raccontato la mattanza dei Narcos ad Acapulco

Quanto può valere il tesoro di chi per 25 anni ha esportato centinaia di tonnellate di droga negli Stati Uniti? “12,6 miliardi di dollari”, rispondono i federali americani. È questa la cifra, stimata al ribasso, che secondo la procura federale americana costituirebbe il “tesoro” di Joaquín Guzmán Loera, noto come El Chapo, dal 1989 al 2014 boss del cartello messicano di Sinaloa.

Di El Chapo e della mattanza dei Narcos ad Acapulco, in Sudamerica, ci siamo occupati nel servizio che potete vedere qui sopra della Iena Cizco, regia di Gaston Zama, nel 2017. Abbiamo documentato una giornata in questa città, dove gli omicidi e le esecuzioni sono all’ordine del giorno. El Chapo, che nel 2014 è riuscito a evadere di prigione grazie a un tunnel di un chilometro e mezzo scavato dai suoi uomini, è stato estradato negli Stati Uniti nel 2017 e si trova ora rinchiuso in una cella del Metropolitan Correctional Center di New York.

Nel 2016 il boss del cartello di Sinaloa è stato inserito nella lista delle dei 50 uomini più ricchi del mondo. Basti pensare che negli anni gli sono stati sequestrati 590 aeroplani e 13 elicotteri. Secondo la stima dell’ufficio del procuratore di Brooklyn, il boss avrebbe guadagnato 11,8 miliardi di dollari con il traffico di cocaina, 864 milioni grazie alla marijuana e 11 milioni con l’eroina. Una cifra che ora, con atto ufficiale, la procura federale americana chiede che venga consegnata.

Ma i legali negano che El Chapo sia in possesso di tutto questo denaro, ricordando le “spese di gestione del boss”. Non è inoltre detto che il boss sia in possesso delle coordinate del “tesoro”, dal momento che faceva parte di un network con altri personaggi, alcuni tuttora in fuga.

Intanto El Chapo, già giudicato colpevole, passa le giornate in una cella cinque metri per tre, con la luce sempre accesa, aspettando che il tribunale il 17 luglio si pronunci. Per lui si profila l’ergastolo. 

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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