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Elena Aubry, la battaglia della mamma: “Con l'airbag non sarebbe morta” | VIDEO

Si è arenato in Parlamento l’emendamento presentato su iniziativa di Graziella Viviano che avrebbe previsto finanziamenti da parte del governo per dotare tutti i motociclisti di airbag. Lei è la mamma di Elena Aubry, la 25enne morta per una schifosissima buca a Roma. Un destino che è toccato anche a Luca Tosi, morto a 20 anni, come ci ha raccontato Cristiano Pasca

“Nell'impatto le si è spostato il cuore, questo è successo al corpo di mia figlia. Magari con l'airbag non sarebbe morta”. Sono le parole di Elena Aubry, la ragazza morta a 25 anni per una schifosissima buca in via Ostiense a Roma. Abbiamo conosciuto Graziella Viviano nel servizio di Cristiano Pasca che vi riproponiamo qui sopra.

Da quel 6 maggio 2018 è iniziata la battaglia della mamma di Elena, che in questi giorni prosegue su Facebook e in Parlamento, dove è stato presentato un emendamento su sua iniziativa che avrebbe permesso ai motociclisti di proteggersi con airbag. “Costano tra i 400 e i 600 euro, e abbiamo pensato che con un aiuto avrebbero potuto comprarli tutti. Così è nato l'emendamento arrivato in Parlamento”, spiega Graziella a Il Messaggero. La proposta è stata accolta dalla commissione Finanze, ma si sarebbe arenata in Parlamento per la mancanza della copertura finanziaria. “Si tratta dello 0,3 per cento, su 100 euro di polizza assicurativa incide per 3 centesimi, che serviranno per detrarre il 50 per cento il costo dell'airbag dalle tasse. Ma in Senato l'emendamento non è stato neanche preso in considerazione”, spiega Graziella. La sua battaglia non si ferma. In queste ore su Facebook in tanti in segno di vicinanza stanno adottando la mascherina per l’immagine di profilo con scritto "proteggersi è un diritto. Io sto con i bikers".

È il 6 maggio 2018, Elena è in sella alla sua moto lungo la via Ostiense nella Capitale. Sbanda forse a causa delle radici degli alberi lungo la carreggiata e delle numerose disconnessioni e buche presenti. L’impatto è violentissimo e la 25enne muore sul colpo. “Mia figlia sapeva guidare, andava piano e aveva tutte le protezioni, utilizzate da un motociclista esperto, eppure è morta. Nello stesso punto, nell'arco di 15 giorni sono cadute altre due persone”, sostiene Graziella.

Delle condizioni in cui versa quella strada, come altre strade romane, la mamma di Elena aveva detto: “Ero lì poche ore dopo la sua morte. A parte le radici, c'erano cordoli veri e propri, di aghi di pino ai lati della carreggiata che entravano dentro per una cinquantina di centimetri. Non sono responsabilità dei sindaci precedenti, ma tappeti mortali per i motociclisti”.

Purtroppo lo stesso destino di Elena è toccato il 12 dicembre 2018 a Luca Tosi Brandi. Aveva 20 anni e quel giorno stava tornando a casa dopo aver preso un bel voto a un esame all’università. A un certo punto forse proprio una buca gli avrebbe fatto perdere il controllo della sua moto (clicca qui per il servizio di Cristiano Pasca). 

L'ultima puntata

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