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Formigoni ai domiciliari. Quando ci strappò il microfono di mano | VIDEO

L’ex governatore della Lombardia è uscito dal carcere di Bollate (Milano) dove si trovava da cinque mesi per scontare la pena definitiva di cinque anni e dieci mesi per corruzione. Sconterà i domiciliari a Milano a casa di un amico. Il giudice: “Ha compreso i suoi errori”. L’ultima volta che lo abbiamo visto ci aveva strappato il microfono di mano, lottando con tutte le forze per tenerselo!

Roberto Formigoni è ai domiciliari. Il Tribunale di sorveglianza ha infatti accolto la richiesta presentata dai suoi legali e alle 14 di oggi l’ex governatore della Lombardia ha lasciato il carcere di Bollate, dove si trovava da cinque mesi per scontare la pena definitiva di cinque anni e dieci mesi per corruzione. Per i giudici Formigoni, che sconterà i domiciliari ospite da un suo amico a Milano e probabilmente gli sarà concesso di fare volontariato, “ha compreso i suoi errori”. I giudici hanno inoltre spiegato che l'ex governatore ha diritto ai domiciliari da ultrasettantenne perché "il presupposto della collaboraizone è impossibile". 

L’ex governatore, soprannominato a lungo “il Celeste” per quell’aura di potere e intoccabilità che a lungo lo ha contraddistinto, sta scontando la pena con l’accusa di corruzione per il crac di due importantissime fondazioni in ambito sanitario, la Maugeri e il San Raffaele.

L’ex governatore non avrebbe intascato denaro bensì “utilità”, una lunga lista di benefit tra cui, per esempio, vacanze di lusso ai Caraibi e ville e yacht messi a sua completa disposizione. Un sistema collaudato, per il quale il procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri aveva parlato di "imponente baratto corruttivo". 

Noi de Le Iene più volte abbiamo incontrato l’ex governatore, una in particolare non la scorderemo mai. Nel 2016 Filippo Roma aveva provato a fargli delle domande su una condanna per diffamazione che aveva ricevuto per alcune dichiarazioni ai danni dei radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini.

Alle domande Formigoni aveva risposto con una mossa inaspettata: strappandoci di mano, con un gesto rapidissimo, il microfono! Filippo Roma, come potete vedere nel video qui sopra, ha provato in tutti i modi a riprenderselo, ma nulla, l’unica cosa che ha ottenuto è stata la minaccia di una denuncia per rissa. Alla Iena che, sempre lottando per riavere il microfono, gli chiedeva perché non aveva ancora riconosciuto ai tre radicali il risarcimento di 50mila euro, Formigoni aveva risposto che “ai cittadini non gliene frega nulla”. E aveva aggiunto: “Preparatevi meglio anche dal punto di vista atletico”. Ecco, su questo forse gli abbiamo dovuto dare ragione!

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