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Fratel Biagio, comincia il viaggio fino al Parlamento europeo: “Solidarietà con gli emigranti”

Vivrà l’esperienza di emigrante italiano, affinché il nostro Paese “ritorni ad aprirsi e a essere più solidale”. Abbiamo conosciuto questo “missionario” laico con un servizio di Nina Palmieri

“Mi preparo ad andare via dall’Italia come un esiliato. Come cittadino italiano anch’io mi faccio e mi rendo un emigrante”. Con queste parole Fratel Biagio annuncia in una lettera la sua nuova missione: attraversare l’Italia e l’Europa per “condividere ed essere solidale con i tanti fratelli e sorelle emigranti e immigrati di tutto il mondo”.

Il missionario laico, che vi abbiamo fatto conoscere nel servizio di Nina Palmieri che potete vedere qui sopra, ha lasciato nei giorni scorsi la sua città, Palermo, diretto in traghetto a Genova. “Poi continuerò in preghiera e penitenza”, scrive Fratel Biagio, “fino al confine con l'Europa portando nel cuore e per iscritto i veri diritti umani e il vero umanesimo”.

Attraverserà i luoghi che per gli italiani rappresentano posti di emigrazione e immigrazione, come Milano, la Svizzera, la Germania e il Belgio. “A piedi entrerò in Europa e nei vari stati e nazioni, fino al Parlamento europeo, comunicando il prezioso dovere e impegno nel costruire la tanto attesa Unione europea e al più presto quella mondiale”.

Un messaggio di solidarietà che, come ha sempre fatto Fratel Biagio, si trasforma in un atto concreto: un percorso che lo rende “un immigrato, uno straniero in terra straniera. Non accetto le ingiustizie e la divisione dei popoli, l'intolleranza e le discriminazioni”.

Biagio Conte, 54 anni, nel 1990 si spogliò degli averi di una vita agiata per dedicarsi ai poveri, come San Francesco. 25 anni fa Biagio era riuscito a ottenere il suo primo spazio al coperto per i poveri della città. Oggi le sue missioni accolgono più di 1000 persone: ex detenuti, prostitute, migranti. Atei, credenti, padri separati. “Credo che bisogna dare a tutti la sicurezza di una casa e di un lavoro”, ha detto Biagio alla nostra Nina.

La sua filosofia? Parte da una frase: “Una società che lascia indietro i più deboli non può essere una società giusta”. Fratel Biagio, da quasi trent'anni, ha accompagnato le parole con i fatti, per cercare di cambiare la società attraverso la sua comunità. Nina Palmieri ci ha fatto conoscere la sua vita e le sue opere, portate avanti con forme di disobbedienza civile anche estreme, come lo sciopero della fame. 

Con la sua nuova missione, Fratel Biagio spera in un’Italia che “torni ad aprirsi e a essere più solidale”.

Guarda qui sotto il video in cui Fratel Biagio legge la sua lettera prima di partire.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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