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Gaetano Pecoraro vince il premio "Terra viva, dalla parte della legalità" | VIDEO

La Iena Gaetano Pecoraro ha vinto il premio "Terra Viva, dalla parte della legalità”. Premio consegnato a chi, con le proprie parole e le proprie azioni, contribuisce a combattere il malaffare e la criminalità organizzata, diffondendo la cultura della legalità

 

Il Consiglio di Presidenza dell’ente Terra Viva ha istituito un riconoscimento dal titolo “19 Luglio 1992, Terra Viva dalla parte della legalità”. Il premio, assegnato in occasione della commemorazione della strage di via D’Amelio, dove persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, è a favore di tutti quelli che portano avanti la cultura della legalità, diventandone a loro volta testimoni. 

Come la Iena Gaetano Pecoraro a cui è stato consegnato il premio. “Giornalista d’inchiesta di fama nazionale, attua la sua professione con impegno personale, centinaia sono le inchieste portate a termine con grande successo, ma oggi riconosciamo che la sua azione non si limita soltanto alla professione” dichiara l’associazione Terra Viva nella motivazione che accompagna il premio. “Gaetano ha sete di verità, non è solo un giornalista, ma un uomo che ha trasformato la propria professione in una potente arma di denuncia contro il malaffare e spesso contro la criminalità”.

Il premio infatti nasce per essere assegnato a donne e uomini che attraverso i loro scritti, le loro azioni e le loro parole, hanno contribuito a dare esempio di scelta della legalità. Donne e uomini che con passione e resilienza, hanno reagito opponendosi all’illegalità, facendo della loro azione un esempio di integrità e onestà per la collettività. Donne e uomini che sono orgoglio e ammirazione per la società civile, portavoce della legalità. E “l’Italia onesta è rappresentata nelle azioni di Pecoraro e nelle sue parole in ogni servizio televisivo” continua l’associazione.

Tra i servizi in tal senso più significativi della Iena c’è sicuramente l’inchiesta “ospedali da incubo”, che vedete qui sopra, sulla malasanità calabrese, dai suoi disservizi, ai suoi costi, fino all’assenza di bilanci aziendali. Pecoraro aveva scoperto anche il meccanismo per il quale alcuni fornitori venivano pagati più volte per le stesse fatture, fino all’ombra della ‘ndrangheta che ha portato all’azzeramento di tutte le cariche. 

E di criminalità organizzata la Iena si è occupata in numerosi servizi, tra cui quello sulla mafia rurale in Sicilia. Gaetano Pecoraro era andato dalla famiglia mafiosa dei Pruiti, che per anni avrebbe gestito il bosco di Troina, in provincia di Enna. Dopo il servizio, la Procura di Caltanissetta ha fermato 11 imprenditori agricoli, che sarebbero i prestanome di alcuni boss mafiosi. Per conto loro gli imprenditori, secondo l'ipotesi accusatoria, gestivano terreni per cui poi percepivano milioni di euro di finanziamento dall’Europa.

Sempre legato alla mafia è il servizio sull’imprenditore Luigi Leonardi che ha avuto il coraggio di opporsi alla camorra, denunciando le estorsioni subite durante gli anni. “Ho parlato della mia storia a Le Iene e sono passato da testimone a collaboratore di giustizia”, ci aveva comunicato l’imprenditore dopo il servizio.

Paolo Borsellino dopo la morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta disse: “noi abbiamo un grosso debito verso di loro, questo debito noi dobbiamo pagarlo gioiosamente continuando la loro opera” e la Iena ha proprio usato la sua professione per incarnare questi concetti. In terra di Calabria ha sostenuto la voglia di rivalsa delle persone oneste che si ribellavano alla criminalità organizzata. 

Ha dato voce ai cittadini che lottavano contro la ‘ndrangheta, denunciando all’Italia intera quanto la criminalità organizzata aveva fatto. Gaetano quindi con le sue parole e le sue azioni ha dimostrato di essere dalla parte della legalità. “È un onore ricevere questo premio e soprattutto sapere di averlo ricevuto come riconoscimento per il mio duro lavoro” ci dice Gaetano, “non smetterò mai di lottare per proteggere la collettività da malcostumi e ingiustizie”. 

Tra gli assegnatari dei premi, oltre a Pecoraro, c’è il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che da 30 anni vive sotto scorta ma che non smette di sperare e credere nei giovani d’oggi. “Parlare ai ragazzi non è mai tempo perso, è sempre costruttivo e positivo” ha dichiarato il procuratore a Studio Aperto. Gratteri può essere considerato a tutti gli effetti un testimone della legalità in quanto con il suo impegno quotidiano promuove sul campo la cultura dell’antimafia.

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