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“Dobbiamo colpirlo”: il giornalista Paolo Borrometi nel mirino della mafia | VIDEO

Ismaele La Vardera incontra il giornalista siciliano Paolo Borrometi, che vive blindato e sotto scorta perché la mafia lo vuole morto. E si deve anche difendere da un onorevole che cerca di infangarlo

“Gran pezzo di merda, ti dico una cosa così almeno la smetti: ti vengo a cercare fino al culo di tua madre o di tua moglie e ti spacco il culo con le mani, giuro che con due pugni in faccia ti mando all’ospedale. Nomina nuovamente mio fratello e ti vengo a cercare fino a casa. E ti massacro”.

A pronunciare queste minacce è il fratello di un noto capomafia di Siracusa e il destinatario è il 36enne scrittore e giornalista siciliano Paolo Borrometi. Un cronista in primissima linea contro la mafia, di cui ci racconta a Le Iene Ismaele La Vardera.

Paolo Borrometi, che oggi vive blindato e sotto scorta, cinque anni fa è già stato aggredito nella sua casa di campagna. “Avevano una sorta di sottocasco completamente nero. Mi presero questo braccio , me lo girarono dietro la schiena tirandolo violentemente, mi diedero dei calci… E poi dissero ‘se non ti fai i cazzi tuoi questa è solo la prima’”. Borrometi, per avere raccontato i traffici dei clan mafiosi della zona, ha “collezionato” oltre 150 denunce per minacce di morte e violenza privata, fino al ritrovamento di due molotov destinate a lui.

Ma qualcuno è arrivato addirittura ad accusarlo di avere inventato quelle minacce, per ottenere “il privilegio” della scorta. “Vivere con cinque uomini ogni giorno e non potere andare al mare, al cinema, non potere avere una vita privata, non potere neanche abbassare il finestrino mentre stai in macchina, ma che privilegio è?

 

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