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Giornata della biodiversità: un milione di specie in via d'estinzione

Il 22 maggio è la Giornata della biodiversità, l’occasione per ricordare che quasi un milione di specie sono a rischio d’estinzione a breve. Parola dell’Onu. Il maggiore responsabile? Il cambiamento climatico sui cui pericoli abbiamo insistito più volte con Nadia Toffa

Il 22 maggio è la Giornata della biodiversità. La prima conseguenza potrebbe essere la scomparsa dalle nostre tavole di tre varietà di frutta su quattro, ma la perdita riguarda l'intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati. Una delle principali cause è il cambiamento climatico di cui abbiamo parlato più volte con Nadia Toffa.

Tra queste ci sono le api. “Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita” recita una famosa frase attribuita ad Albert Einstein e confermata comunque da tanti altri scienziati. Come stima sulla loro importanza per la sopravvivenza degli esseri umani e del nostro ecosistema in generale. 

Il pericolo estinzione riguarda in generale, secondo un rapporto delle Nazione Unite, fino a un milione di specie animali e vegetali che potrebbero estinguersi nei prossimi decenni. Il principale colpevole è il cambiamento climatico sui cui rischi ha insistito spesso la nostra Nadia Toffa.

“Quando si è iniziato a parlare dei cambiamenti climatici si sono previsti eventi sempre più estremi”, dice Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate. “Per esempio, ci sono uragani in cui in 4 ore viene rilasciata l’acqua che sarebbe dovuta cadere in 4 mesi”. Una prima conseguenza è l’innalzamento della temperatura terrestre. “Ogni volta che accendiamo la macchina o la luce genera gas ad effetto serra come l’anidride carbonica”.

Lo scenario dei prossimi decenni non lascia certo tranquilli: “Si innalzeranno i mari e l’Italia è uno dei Paesi che più deve stare attento. Il mar Mediterraneo in questo secolo potrebbe crescere di quasi un metro: potrà portare all’inondazione di vaste aree della costa”. Con il rischio di spezzare via mezza Puglia e mezza Toscana assieme alla Pianura Padana e Venezia è concreto.

Guarda qui sotto il servizio completo di Nadia Toffa sui cambiamenti climatici.

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