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Giornata mondiale Sindrome di Down: pregiudizi, impegno e speranza | VIDEO

Il 21 marzo è la giornata mondiale sulla Sindrome di Down. Da sempre noi de Le Iene raccontiamo le storie fatte di pregiudizi, ma anche impegno e speranza 

Il 21 marzo è la giornata mondiale sulla Sindrome di Down. "Leave no one behind", non lasciare indietro nessuno. Questo il messaggio lanciato in questa occasione. In Italia sono oltre 35mila le persone con sindrome di Down. Quella del 2019 è la 13esima Giornata mondiale che ha anche un hashtag ufficiale #WhatIBringToMyCommunity, ovvero come le persone con la sindrome possono dare un contributo significativo in ogni ambito della loro vita: scuola, lavoro, comunità, vita politica, cultura, media, tempo libero e sport al di là dei pregiudizi.

Proprio la scorsa settimana la nostra Alice Martinelli è andata a trovare con una Iena molto speciale il simpatizzante della Lega, Augusto Casali, che aveva ironizzato proprio sulla Sindrome di Down, quando i principali social network Facebook, Instagram e WhatsApp erano down. Casali ha scritto un post su Twitter contro i bambini con disabilità accostando lo stato down dei social con una foto di bambini che hanno la Sindrome.

Quel tweet ha offeso tantissime persone, tra cui Federico, un ragazzo di Luca con un cromosoma in più. Si è trasformato in Iena con tanto di divisa. “E’ meglio un cromosoma in più che un neurone in meno”, ha replicato Federico.

 

Fortunatamente attorno alla Sindrome non ci sono solo pregiudizi, ma anche progetti concreti che hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi per crescere. E’ il caso della Locanda dei Girasoli di Roma di cui ci ha parlato il nostro Giulio Golia. L’impegno e il lavoro rende questi ragazzi affetti da sindrome di Down e autismo più socievoli, orgogliosi e aperti. La locanda però rischia di chiudere! Aiutiamoli andando a mangiare da loro.

 

La nostra Nina ci ha raccontato la storia di Alba, 17 mesi. È stata abbandonata in ospedale appena nata perché affetta da sindrome di Down. Luca, l’ha adottata, dopo che era stata “rifiutata” per lo stesso motivo da una ventina di famiglie in attesa di adozione. Luca, napoletano, single appena uscito da una lunga relazione con il suo ex compagno, avvia l’iter: è il primo iscritto in questo registro speciale per single. Lavorando nel volontariato, non ha posto limiti alle malattie e alle disabilità che era disposto ad affrontare: “Ho barrato tutte le crocette”.

Il paradosso però resta: “Perché un single è idoneo ad adottare un bambino Down e non bambini senza problemi alla nascita?”. E tra 10 anni come si vede Luca? Anche con un fidanzato o un marito per lui? “Vediamo, c’è spazio in casa, intanto mi vedo tra 10 anni con la schiena spezzata mentre accompagno Alba a danza e canto, perché adora cantare e ballare”.

L'ultima puntata

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