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22 anni in cella da innocente, Gulotta: “66 milioni di risarcimento”

Le Iene avevano già incontrato con Giulio Golia l’ex muratore, appena liberato dopo 22 anni di carcere per l’omicidio di due carabinieri e risarcito con 6,5 milioni. Un delitto che aveva confessato, ma solo perché torturato brutalmente dall’Arma. Gulotta ora chiede un nuovo risarcimento per la sua gioventù bruciata in carcere

Quanto vale, economicamente, un’intera vita? È la domanda giusta da porsi nel raccontare la vicenda assurda e drammatica di Giuseppe Gulotta, di cui Le Iene vi avevano parlato 3 anni fa con Giulio Golia (e di cui potete vedere il servizio alla fine dell’articolo).

L’uomo, un ex muratore che viveva in provincia di Firenze, ha passato 22 anni della sua vita dietro le sbarre. Da innocente. Una tragedia della mala giustizia che è stata “risarcita” nel 2012 con 6,5 milioni di euro. Giuseppe Gulotta è in questi giorni sulle pagine di tutti i giornali, per la “sensazione” che ha destato la sua nuova richiesta di risarcimento: Giuseppe adesso vuole altri 66 milioni di euro.

Ritorniamo alla domanda iniziale: quanto vale un’intera vita passata in cella da innocente? Una domanda davanti alla quale, forse, solo chi ha passato un incubo così atroce può rispondere.

Gulotta, che a  Le Iene aveva raccontato nel 2016 un’odissea iniziata nel 1976, dopo l’omicidio di due carabinieri in provincia di Trapani, era stato condannato all’ergastolo.

“Credo che lì dentro, specialmente da innocente, capiti a  chiunque di pensare di farla finita”, ha confessato Gulotta ai microfoni di Giulio Golia. 

Nove processi dopo e 22 anni passati rinchiuso in prigione, per Gulotta arriva nel 2012 la giustizia. Quella vera, che riconosce il terribile errore commesso nelle aule di tribunale e gli apre finalmente la porta della cella.

Peccato che Gulotta, ai tempi dell’arresto 18enne, da quella cella ne sia uscito a 40 anni. Con la gioventù irrimediabilmente bruciata.

È stata la Corte d’appello di Reggio Calabria a stabilire che la confessione di Gulotta, perché l’uomo per quegli omicidi firmò una confessione, fu estorta in modo indegno: torture e sevizie irripetibili da parte di alcuni militari dell’Arma.

“Avevamo lasciato il codice penale fuori dalla caserma”, ha raccontato nell’intervista di Giulio Golia l’unico carabiniere che aveva avuto il coraggio di parlare di quelle torture. “Schiaffoni, minacce, obbligo di bere acqua e sale per mezzo di un imbuto, scariche elettriche ai genitali e ai piedi”.  

Giuseppe, che adesso come vi abbiamo detto chiede un nuovo risarcimento di 66 milioni di euro, ha citato in giudizio la stessa Arma dei Carabinieri e la Presidenza del Consiglio.

 

Guarda qui sotto il servizio di giulio golia in cui Giuseppe Gulotta racconta la sua odissea, 22 anni in carcere da innocente.

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