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Emergenza plastica: 5 rifiuti ogni passo sulle nostre spiagge | VIDEO

Il rapporto appena pubblicato di Legambiente e il reportage di Gaston Zama rilanciano, con dati sempre più inquietanti, un allarme globale che tocca tutti e che già entro l’anno prossimo potrebbe diventare irreversibile. L'Ue ora vieta dal 2021 oggetti di plastica monouso, come piatti, posate e cannucce. Intanto, ogni minuto che passa, è come se un altro camion dell’immondizia scaricasse tutto in mare

L’estate ora è davvero alle porte e sulle spiagge ci aspettano 5 rifiuti per ogni passo che tenteremo di fare sulla sabbia. I dati sempre più drammatici sull’inquinamento dei nostri litorali arrivano da dal rapporto di Legambiente. Su 93 spiagge monitorate e un totale di circa 400mila metri quadri sono stati trovati 90.049 rifiuti.

Nella maggioranza, ovvero nell’81% dei casi, oltre tutto si tratta di oggetti di ogni tipo di plastica, un materiale praticamente indistruttibile che sta mettendo a rischio l’intero ecosistema di mari e lidi di tutto il mondo. 

Il Consiglio Ue ha iniziato sulla buona strada: ha appena vietato dal 2021 l'uso di oggetti in plastica monouso, come piatti, posate e cannucce. Gli stati dell'Unione europea si impegnano inoltre a raggiungere il 90% di raccolta delle bottiglie delle bottiglie di plastica entro il 2029 (il loro contenuto dovrà essere inolte di materale riciclato per il 25% entro il 2025 e per il 30% entro il 2030). Greenpeace apprezza, anche se si tratta comunque solo di un primo passo.

Proprio dell’emergenza platica in mare ci siamo occupati quest’anno con il reportage di Gaston Zama, che vi riproponiamo qui sopra.

Gaston Zama ha raccolto e documentato da tutto il mondo immagini molto forti per sensibilizzare tutti noi e spingerci a fare del nostro meglio per salvare il nostro pianeta, dall’India a Santo Domingo fino alle Filippine.

Ogni anno nei mari finiscono 8 milioni di tonnellate di questa plastica: è come se ogni minuto un camion dell’immondizia scaricasse tutto il suo contenuto nel mare.

Gli scienziati stimano che entro il 2050 il peso di tutta la plastica presente negli oceani sarà superiore al peso di tutti i pesci messi insieme

Gaston Zama in Thailandia, dove ha parlato con Oh, un volontario di Save Lipe, associazione che si occupa di ripulire le spiagge nella zona di Koh Lipe (piccola isola immersa in un arcipelago all’apparenza immacolato): ogni settimana porta in giro turisti volontari che lo aiutano a ripulire l’arcipelago. Siamo andati con lui. In meno di due ore hanno raccolto circa 350 chili di plastica.

Ma ad essere messi male non sono solo gli oceani e i mari del sud est asiatico. Il problema riguarda appunto anche il Mediterraneo e le nostre spiagge come testimonia il rapporto di Legambiente (un altro dato? Hanno trovato 10 rifiuti ogni metro). I video che in tantissimi ci avete mandato lo confermano.

La biologa e attivista Mariasole Bianco ci ha parlato dell’emergenza plastica partendo dalla spiaggia di Santa Margherita Ligure. “Il problema non è la plastica di per sé”, spiega Mariasole. “È un materiale molto utile, ma anche molto resistente. Noi di un materiale che è destinato a durare per centinaia di migliaia di anni, l’uso principale che ne facciamo è l’usa e getta. È questo il problema. La plastica non si biodegrada mai, tutta la plastica che è mai stata creata esiste ancora”.

“Bisogna reagire, reagire tutti e reagire alla svelta”, esorta il velista Giovanni Soldini, per non arrivare al punto di non ritorno: entro l’anno prossimo si capirà se l’emergenza plastica potrà essere arginata.

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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