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Legge sull'eutanasia, ennesimo rinvio. Cappato: "Parlamentari vadano contro i capipartito” | VIDEO

E’ stata rinviata nuovamente la discussione relativa alla legge sul fine vita. Sta per scadere il tempo massimo dato dalla Corte costituzionale. Marco Cappato, che ha accompagnato dj Fabo a morire in Svizzera: “Il Parlamento si assuma le sue responsabilità”

Non presa di posizione dei nostri politici”: questa è la definizione di Marco Cappato, l’uomo che sfidando la legge italiana ha accompagnato dj Fabo in Svizzera a morire, di fronte all’ennesimo rinvio della discussione riguardante la legge sul fine vita avvenuto ieri alla Camera.

Lo scorso ottobre la Corte costituzionale ha richiamato il Parlamento a colmare un “vuoto normativo costituzionalmente illegittimo” in merito al fine vita, quando è stata chiamata in causa nel corso del processo a Milano a Marco Cappato, che rischia fino a dodici anni di carcere per aver accompagnato dj Fabo a morire in Svizzera. La corte ha dato al Parlamento un anno di tempo per fare una legge sull'eutanasia. Il 24 settembre la palla tornerà nelle mani della Corte costituzionale, che dovrà decidere sul caso di Marco Cappato.

“E’ una mancata assunzione di responsabilità, che fa male soprattutto al Parlamento e al suo ruolo, perché è chiaro che quando un'assemblea legislativa non riesce a decidere su un tema così importante e presente nella società, il primo danno che produce lo arreca a se stesso” ha dichiarato Cappato al telefono con Iene.it.

Il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni però non si dà per vinto: “Ci stiamo appellando ai parlamentari affinché si muovano anche contro gli ordini del capo partito”. Cappato spiega infatti che anche i parlamentari possono, volendo, sollecitare un dibattito o una discussione in Parlamento. "Noi cercheremo di capire chi ha il coraggio di agire anche in assenza di ordini di scuderia".

Affinché sia ottenuta la fatidica legge, Marco Cappato ha intenzione di “proseguire ogni sforzo possibile sia continuando la pressione sul Parlamento, ma anche andando avanti con l’azione di disobbedienza civile”. In attesa del 24 settembre, quando si esprimerà la Corte costituzionale. 

Sono oltre 700 le richieste di aiuto arrivate a Marco Cappato da quando ha deciso di accompagnare a morire i malati in Svizzera. Il caso di Fabiano Antoniani, noto a tutti come dj Fabo, rimasto cieco e tetraplegico in seguito a un incidente stradale, aveva creato molto scalpore. Il 27 febbraio del 2017 Fabo sceglie di morire con il suicidio assistito a in una clinica in Svizzera, accompagnato appunto da Cappato. “Fabiano ha avuto bisogno, nelle sue condizioni, di essere aiutato fino alla fine anche materialmente per arrivare in Svizzera” ci spiega il leader radicale. E così ora, a distanza di oltre due anni, restano inascoltate le parole di dj Fabo: “Basta rinvii, bisogna intervenire affinché ognuno sia libero di scegliere, fino alla fine”.

E a Giulio Golia aveva detto: “Siamo schiavi di uno Stato, viviamo schiavi di uno Stato, lavoriamo schiavi di uno Stato, quando vogliamo morire siamo schiavi di uno Stato. Non possiamo scegliere niente, rimaniamo schiavi di uno Stato”. Quello Stato fa ancora in tempo ad ascoltarlo. Ancora per poco però.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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