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Susanna, prostituta sulla Salaria: "Grazie alla strada un futuro ai miei figli" | VIDEO

Per la Consulta non esiste la libertà di prostituirsi. Noi de Le Iene abbiamo conosciuto Susanna, una prostituta che da 10 anni lavora sulla Salaria a Roma, e con lei commentiamo la sentenza

Prostituirsi? Non è mai una scelta libera” e al contempo “favorirla anche quando questa sembra esercitata consapevolmente e in piena libertà, resta un reato”. Lo dice la Consulta che salva la legge Merlin con questa motivazione. Era stata la Corte d’Appello di Bari, nell’ambito del processo escort in cui è coinvolto Silvio Berlusconi, a rivolgersi alla Consulta per chiarire come la scelta di prostituirsi è esercizio di libertà sessuale, perché deve essere accusato di favoreggiamento chi la agevola.

A proposito della libertà di prostituirsi, con Nina Palmieri abbiamo conosciuto Susanna, una prostituta che da 10 anni esercita la professione lungo la Salaria a Roma, che percorre in lungo e in largo a bordo della sua bicicletta, come potete vedere nel servizio qui sopra. “Non tutte siamo obbligate a farlo, bisogna sempre capire quale sia il motivo che c’è dietro”, dice Susanna commentando la sentenza le cui motivazioni sono state rese note solo in questi giorni. “Grazie alla strada io sto dando un futuro ai miei figli”.

Nina ci ha raccontato la vita di questa donna che a 53 anni ha scelto liberamente di prostituirsi senza alcun protettore alle calcagna. “Sono favorevole all’apertura delle case chiuse, stare sulla strada è pericolosissimo”, dice. “Pagheremmo le tasse e avremmo più sicurezza. Anche se agli uomini eccita la situazione trasgressiva…”. Si definisce la “cagna dei boschi”, dove lavora ogni giorno dalla mattina al tramonto.

Lei al lavoro va in bici. È una donna libera e innamorata del mestiere che si è scelta. Si sveglia alle 4, dopo la colazione con i figli, inizia la sua giornata. “Io sono qui per loro perché sono stata abbandonata da quell’uomo che amavo alla follia”, racconta. Loro che oggi hanno 20 e 22 anni sanno tutto del suo lavoro.

“Io faccio questa vita a testa alta, non me ne frega niente. Così sono felice”, dice Susanna. Lei è stata ballerina professionista anche in tv, finché un incidente stradale le stronca la carriera. “Ho iniziato facendo gli striptease nei night”, racconta. Qui conosce un uomo che poi diventerà il padre dei sui figli. “Ho mollato tutto, seguendolo”. Rimane incinta e poco dopo arriva la seconda figlia. “Lui sparisce e ci lascia soli. Non sapevo che cosa inventarmi. E proprio non ce la facevo più”.

Incomincia a fare le pulizie, ma arriva una depressione che le fa perdere anche questo lavoro. “Ho iniziato ad andare sulla strada. È un lavoro che mi diverte. Mi sento cercata e desiderata”. Ha anche il giorno del riposo: la domenica che ha scelto di trascorrere con i figli.  Lei è libera e questa libertà arriva ai suoi clienti. “Loro tornano e io mi sento sicura di stare qua e di portare il pane a casa”.

La prostituzione viene definita come “un’attività che degrada e svilisce la persona” dalla legge Merlin, per questo è stato rigettato il ricorso. “La dignità si può perdere in altri modi, non solo facendo la mignotta. Non ci vedo nulla di male”. 

dopo il nostro servizio
Hatem Moustafa, il padre della ragazza italiana di origini egiziane morta dopo essere stata brutalmente picchiata in Inghilterra da un gruppo di giovanissime bulle come vi abbiamo raccontato con Pablo Trincia, commenta la condanna per due di loro a 8 e 12 mesi: “Una parente mi ha riso in faccia, sono in guerra da solo contro l’Inghilterra, per salvare la mia famiglia: perché l’Italia non mi aiuta?”

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