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Legittima difesa, è legge. Anm: "gravi profili di incostituzionalità"

La riforma della legittima difesa, cavallo di battaglia della Lega, passa anche al Senato senza alcuna modifica. Ma per alcuni avvocati penalisti italiani è una legge pericolosa

Sarà il Far West. Diversi avvocati penalisti italiani non hanno dubbi. L’approvazione della legge sulla legittima difesa, appena passata in via definitiva al Senato con 201 voti a favore e 38 contro, porterà le persone, spiegano i penalisti, a credere di non essere perseguite in caso di ferimento o uccisione dei ladri. E dunque, spiegano ancora gli avvocati penalisti, questo comporterà un aumento preoccupante degli episodi.

E si è fatto sentire anche il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, che nello sperare in un rinvio dell’approvazione ha parlato di “gravi profili di incostituzionalità”.

Comunque vada, l’approvazione di questa legge è stata una vittoria per il vicepremier Matteo Salvini, che ne aveva fatto un cavallo di battaglia della campagna elettorale,

"Questo 28 marzo è un giorno bellissimo non per la Lega ma per gli italiani - ha dichiarato Salvini subito dopo l'approvazione -. Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene".

E solo ieri Attilio Fontana, presidente della regione Lombardia, aveva detto: “Se una persona entra nel domicilio di un’altra persona, può incorre nel rischio che qualcuno per difendersi spari: è un concetto accettabile”.

La nuova legge estende innanzitutto il concetto di legittima difesa, spiegando che “agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”. In secondo luogo, parallelamente, si riducono gli ambiti di applicazione dell’”eccesso di legittima difesa”, che non potrà essere applicato se il rapinato durante l’assalto sia “in stato di grave turbamento”.

Un turbamento come quello provato dal povero Ermes Mattielli, che Giulio Golia aveva incontrato nel servizio che potete vedere sopra. Il rigattiere di Vicenza nel 2015 aveva sparato ad alcuni rom entrati nella sua proprietà per rubare del rame e per questo si era beccato una condanna a 5 anni e una richiesta di risarcimento per i ladri di 135mila euro. E alla fine l’uomo, dopo aver appreso queste notizie, era morto per un infarto.

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