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Lsd, il piano segreto della Cia per creare i killer

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In piena guerra fredda scienziati nazisti e uomini della Cia lavorarono a un segretissimo programma di “controllo della mente”. Lo svela un libro in uscita negli Usa. Una droga che è ancora diffusa tra i giovani, come ci ha raccontato in un servizio Liza Boschin

Una droga scoperta per caso e usata dalla Cia per un segretissimo esperimento di controllo delle menti. Parliamo dell’Lsd, tra le più potenti sostanze psichedeliche al mondo. Una sostanza in grado di alterare temporaneamente la percezione e lo stato di coscienza di una persona e di generare visioni e deliri di ogni tipo.

L'Lsd ha una storia che viene da lontano: è stata scoperta casualmente negli anni Quaranta, quando una goccia di una sostanza cadde sulla mano di un chimico che lavorava in Svizzera, provocandogli immediatamente allucinazioni molto forti. L’Lsd negli anni fa moltissima “strada”, fino a diventare attorno al 1970 simbolo della ribellione giovanile e della cultura hippie. Una droga che è stata usata in modo massiccio dalla Cia per condurre un esperimento di “controllo sociale” degno del medico nazista Joseph Mengele. Lo racconta il giornalista Stephen Kinzer in un libro appena uscito negli Stati Uniti, “Poisoner Chief”.

Tutto nasce dalla paura americana, in piena guerra fredda, che i nemici russi stessero conducendo esperimenti affinché il controllo della mente umana possa diventare un’arma da usare. Una paura talmente forte da dover essere anticipata: il chimico Sidney Gottlieb si vede affidare dalla Cia il progetto top secret. Uno scienziato che per il suo coinvolgimento in questo programma passerà alla storia come “lo stregone nero”, in grado di ideare vari piani per assassinare il leader comunista cubano Fidel Castro.

L’idea di base è semplice ma inquietante: è possibile sconvolgere la mente umana al punto di creare una personalità completamente nuova, così da utilizzare la persona come un’arma contro il nemico? Come dire, possiamo trasformare un cittadino russo da odiato nemico a prezioso collaboratore capace di fare operazioni in patria senza essere scoperto?

Un esperimento, racconta il libro di Kinzer, che usa fin da subito cavie umane, alcune delle quali impazziranno davvero, fino a morire. La sperimentazione ha come strumento principale proprio l’Lsd, che era stato scoperta da pochi anni. Vengono assoldati anche ex medici che hanno lavorato nei lager nazisti. Un esperimento che all’inizio avviene lontano dagli Usa, in laboratori sparsi in giro per il mondo, dal Giappone alle Filippine.

Una volta analizzati i primi effetti su poche cavie, c’è bisogno di allargare la platea degli sperimentatori. Ecco allora che la ricerca torna negli Stati Uniti, dove l’Lsd viene somministrata in dosi importanti a pazienti che non possono dire di no: malati mentali e carcerati. Uno scandalo enorme insomma, che viene alla luce alla fine degli anni ’70: molti documenti top secret però sono già stati distrutti.

Di Lsd, una droga storica mai abbandonata davvero dai consumatori e usata anche da giovanissimi, ci ha parlato Liza Boschin, nel servizio che vedete qui sotto. “Per me non è una droga ma una sostanza che ti aiuta a stare meglio con te stesso nella vita”, spiega un ragazzo che confessa di farne uso abitualmente. Liza Boschin intervista anche un vecchio hippie, che decide di provarla davanti alle nostre telecamere e di raccontare gli effetti sulla sua psiche: “Le sensazioni sono sempre diverse, ogni volta. Ora mi sta scatenando irrefrenabili fantasie sessuali”. A usarla sono anche normalissimi professionisti molto lanciati nel mondo del lavoro, come il creativo che incontriamo e che spiega di usare le “microdosi” proprio per espandere le sue percezioni ed essere più geniale in ufficio. “Il rischio però, se hai problemi non risolti e mostri dentro di te, è quello di partire per mondi che poi non sai più gestire. Mi è capitato una volta di avere un’ansia tale che se avessi avuto una pistola mi sarei sparato”.

 

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