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Luigi Pelazza vince il premio "Caravella del Mediterraneo": l'Isis dove compra i kalashnikov? | VIDEO

La Iena Luigi Pelazza si è aggiudicata il premio "Caravella" del Festival Giornalisti del Mediterraneo con la sua inchiesta sul traffico di armi dell'Isis per colpire l'Europa. Complimenti da Le Iene!

Luigi Pelazza vince il Festival Giornalisti del Mediterraneo con il servizio sul traffico di armi andato in onda a Le Iene. Con lui a ricevere i premi "Caravella del Mediterraneo" ci saranno anche Manuela Moreno del Tg2, Francesco Piccinini di Fanpage, Domenico Iannacone di Raitre, Sandro Ruotolo e Miquel Serra di Ultima Hora.

Luigi Pelazza, nel servizio premiato "Dove l'Isis compra le armi per colpire l'Europa", ha cercato di capire dove i terroristi dell’Isis ottengono i kalashnikov, protagonisti assoluti dei loro attacchi sanguinari. La Iena è andata a indagare direttamente in Bosnia, più precisamente a Sarajevo. Lì aveva organizzato un incontro con uno dei tanti trafficanti di armi che lo aveva aiutato a comprarne alcune e gli aveva spiegato come avviene lo scambio.

In uno dei quartieri più pericolosi della periferia di Sarajevo, all’interno di una casa, gli aveva mostrato un kalashnikov. “Funzionante al 100%, già provato, con caricatore e munizioni, questo è quello vero. Il migliore!” gli aveva detto il trafficante. “Vai sul sicuro, non ha mai sparato. Guarda dentro la canna, è vuoto. Questo è il calcio retraibile, si tira indietro così. Qui sopra c’è il mirino”.

Il trafficante gli aveva poi spiegato: “Un kalashnikov in Europa va da 2500 a 3000 euro. Io lo so perché ne ho venduti un sacco in Olanda”. E allora Luigi si era fatto spiegare come avveniva il trasporto della merce e come eludere tutti i controlli. “I fucili vengono nascosti dentro ai pallet di legno”, e cioè i bancali che si usano per trasportare merce di ogni genere e “li attacchi con la colla uno sopra l’altro e li carichi”, gli aveva spiegato il trafficante.

Ma come funziona esattamente il trasporto? “Usiamo un furgone per andare da quello che ci ha venduto le armi, e lo carichiamo. Poi spostiamo le armi in un altro furgone che riparte subito”. Questo passaggio viene effettuato perché chi vende le armi potrebbe essere un confidente della polizia, e segnalandone la targa, il trafficante andrebbe in galera. In questo modo, il trafficante poco dopo essere partito con il furgone che “scotta”, trasborda le armi su un nuovo furgone, pulito, che può ripartire.

In alcuni casi, racconta il trafficante, lo scambio delle armi avviene con la droga, che lui porta in Bosnia grazie all’aiuto della moglie incinta. Bisogna, anche in questo caso, conoscere i trucchi giusti: “Sapendo cosa c’è dentro la macchina, non devi tremare”. Seconda cosa: “Lei non lo sa”. La donna è allo scuro del carico in auto, perché se sapesse, sotto minaccia alla frontiera potrebbe parlare.

Tornando al trasporto delle armi invece, il trafficante aveva rivelato: “Puoi passare solo in alcune frontiere. Nelle altre ti fregano perché hanno lo scanner e quando passi con la macchina vedono cosa trasporti”. E aveva aggiunto: “le armi vengono trasportate smontate nel cruscotto, che è di ferro. In questo modo la scannerizzazione non vede i pezzi del fucile”.

Infine aveva rivelato la strada più sicura da percorrere per raggiungere l’Italia: “La miglior frontiera è Slavonski Brod, tra la Croazia e la Bosnia, poi vai a Maribor, Lubiana, Trieste”.

In due giorni la Iena è riuscita a procurarsi: 2 Kalashnikov, una pistola, un fucile da cecchino e una bomba a mano. Con poco più di 1000 euro avrebbe potuto comprare un vero e proprio arsenale.

Oggi, grazie al suo viaggio in Bosnia, Luigi Pelazza è entusiasta della vincita del premio Caravella: “Sono davvero molto felice, non mi aspettavo una tale riconoscenza!”. Bravo Luigi da tutta la squadra de Le Iene!

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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