>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Morto il cognato di Messina Denaro. Ci aveva detto: "Persone oneste"

Ismaele La Vardera lo aveva intervistato nell’aprile del 2018, poco prima del suo arresto. Della famiglia del capo della mafia, latitante dal ’93, aveva detto: “sono persone oneste”

“Sono il cognato di Messina Denaro, però non mi interesso di determinati argomenti”. Così aveva esordito ai microfoni di Ismaele La Vardera, ad aprile 2018, Rosario Allegra, che aveva sposato la sorella dell’imprendibile capo di Cosa Nostra (un’intervista che potete rivedere nel servizio sopra).

Allegra, che gestiva un negozio di abbigliamento all’interno del quale Le Iene lo avevano intervistato, è morto a 65 anni durante la sua reclusione al 41 bis nel carcere di Terni, iniziata nel 2018.

Il cognato del capo della mafia Matteo Messina Denaro, che è latitante dal lontano 1993, era infatti considerato il capo del mandamento mafioso di Castelvetrano, in provincia di Trapani, e l’uomo che gestiva la “cassaforte” di famiglia.

Lo avevamo intervistato, pochi giorni prima del suo arresto, per chiedergli se fosse lui l’autore del  necrologio per la morte di Francesco Messina Denaro, padre del super latitante Matteo, che ogni anno puntualmente da 20 anni, il 30 novembre, compare sul Giornale di Sicilia.

“Mio suocero era una persona che stimavo molto, una persona stimata da tutta la città”, aveva detto di lui a Ismaele La Vardera Rosario Allegra. E sulle responsabilità mafiose del suocero, aveva aggiunto: “A me risulta che non fosse mafioso. Di mafie non ho avuto mai sentore né odore”. 

Quando poi La Vardera gli aveva chiesto di dissociarsi dalla sua famiglia, Allegra aveva replicato: “Da che cosa devo dissociarmi, era una famiglia tranquilla. Uno si dissocia solo se fa parte, per me sono persone serie e oneste”.

Secondo gli inquirenti, oltre ad essere referente della famiglia per Castelvetrano, Allegra avrebbe anche tenuto i contatti con il super boss, attraverso canali che tuttavia gli inquirenti non sono ancora riusciti a scoprire.

 

dopo il nostro servizio

Rita Bernardini denunciata per le piante di cannabis coltivate sul terrazzo di casa sua. La radicale, che si era già autodenunciata e da anni combatte per la legalizzazione della cannabis, sperava in un arresto per portare la questione al centro del dibattito pubblico: “Così si usano due pesi e due misure e la legge finisce per non essere uguale per tutti”

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.