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“ È un tumore allo stomaco, asportiamo tutto!”, ma la donna era sana

Diagnosi terribile per una donna di 53 anni, dopo alcuni disturbi in seguito a un incidente stradale: tumore maligno. A Sesto San Giovanni le asportano lo stomaco, ma era solo un’ulcera gastrica: due chirurghi vanno a processo. Di un altro simile e terribile errore medico ci aveva parlato Andrea Agresti, raccontandoci la storia di Alessandra, a cui era stato rimosso l’intero cervelletto

“Lei ha un tumore maligno e dobbiamo asportarle tutto lo stomaco”. Di fronte ad una diagnosi così netta di un ospedale, non resta che accettare il destino e andare sotto ai ferri. Peccato che una donna 53enne, residente nel Milanese, a cui è stata detta, non avesse alcun tumore ma solo un’ulcera gastrica.

La storia di tragica malasanità parte da un incidente stradale. Dopo, madre di tre figli, inizia ad avvertire forti disturbi tra cui nausea e vomito. Si rivolge alla clinica Multimedica di Sesto San Giovanni, che le comunica la diagnosi terribile: tumore maligno allo stomaco.

Un errore inaccettabile che risale al 2016 e per il quale ora  la Procura di Monza ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime per due chirurghi.

Secondo il pm i due medici hanno "interpretato in maniera completamente errata la Egds, esofago-gastro-duodenoscopia, e la Tac addominale”,  optando tra l’altro per l’asportazione totale dello stomaco invece di valutare quella parziale.

E i due, spiegano ancora dalla procura di Monza, non avrebbero neanche eseguito le necessarie biopsie per valutare l’esistenza del “carcinoma gastrico” diagnosticato. Un’assenza di riscontro che, secondo l’accusa, non venne comunicata alla donna. Quando due mesi dopo si scoprì che in realtà la donna era affetta da un’ulcera gastrica, l’ospedale le avrebbe detto che l’asportazione totale dello stomaco era comunque necessaria “per altre patologie che la affliggevano”.

Il risultato di questa operazione? Per i suoi legali la donna dopo l’operazione perse oltre 30 kg e iniziò a non avere più “una vita normale”, ridotta “a uno scheletro vivente”.

Di un simile e tragico errore medico c’eravamo occupati anche noi de Le Iene con il servizio di Andrea Agresti che potete rivedere qui sotto. La storia è quella di Alessandra, una ragazza di 33 anni a cui è stato asportato l’intero cervelletto. La donna, in attesa di una figlia, ha un lieve malore e le viene riscontrato un disturbo congenito dalla nascita, una dilatazione anomala di alcuni vasi sanguigni nel suo cervello. I sanitari decidono di attendere il parto e poi di sottoporla a una  terapia che prevede iniezioni di  liquido nel cervello, per bloccare la sua malformazione.

Dopo l’intervento Alessandra sembra star meglio ma ad un certo punto i sanitari le propongono di asportare totalmente quella malformazione.

“Mia moglie aveva trentatré anni e dissero che dal giorno questo intervento avrebbe potuto considerarsi guarita e avrebbe potuto avere altri figli”, spiega ad Andrea Agresti il marito della donna. Una parola, “figli”, davanti alla quale cedono le ultime resistenze di Alessandra, che accetta l’operazione.

Va detto che l’asportazione totale della malformazione era stata sin dall’inizio esclusa dagli stessi sanitari, perché giudicata troppo pericolosa.

“Il medico però questa volta mi aveva rassicurato sul successo”. Dopo dieci ore di intervento chirurgico, però, la situazione è molto diversa da quella prospettata: Alessandra non cammina, non sente dall’orecchio destro, non riesce neanche a mangiare, perché tutti i suoi movimenti sono completamente scoordinati.

“Un professore di Innsbruck, dal quale siamo andati in seguito a far vedere le carte dell’intervento, ci ha spiegato che non avrebbe recuperato mai più quei danni, perché durante l’intervento le era stato asportato per intero il cervelletto”.

E dire che la lettera di dimissioni dell’ospedale, dopo l’intervento, spiegava che non c’erano “complicanze acute come esito del’intervento”. Alessandra nel frattempo è rimasta invalida al 100%.

Ecco qui sotto il servizio di Andrea Agresti sull’incredibile vicenda di malasanità che ha colpito la giovane Alessandra.

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