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News | di Matteo Gamba |

Massacrato fino al coma irreversibile davanti ai figli: 8 anni agli aggressori | VIDEO

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Iasen, 40 anni, è stato massacrato sotto gli occhi dei figli tre anni fa, con spranghe e bastoni, e ridotto in stato vegetativo per una banale lite di condominio. Dopo tre anni, arriva la sentenza. E la moglie ringrazia anche Le Iene

Tre anni dopo il feroce pestaggio per banali liti condominiali che ha ridotto in stato vegetativo il quarantenne Iasen, sotto gli occhi dei figli, è arrivata la condanna a 8 anni per due degli aggressori, due fratelli dell’Est Europa come la vittima, anche se di un altro Paese.

Per tutelare la famiglia di Iasen useremo solo nomi di fantasia, compreso il suo. l due fratelli sono stati condannati a 8 anni per tentato omicidio, con rito abbreviato, il terzo fratello a uno per rissa, con pena sospesa.

Il 3 dicembre 2017 noi de Le Iene abbiamo raccontato per primi questa storia con il servizio di Nina Palmieri che vedete qui sopra e abbiamo continuato a seguire tutto il caso. È stato stabilito anche il pagamento di 100 mila euro come provvisionale alla moglie di Iasen, Milena, e di 50mila per ognuno dei quattro figli.

Iasen, 40 anni, nella primavera 2016, secondo la sentenza di primo grado, è stato pestato a sangue sotto gli occhi dei figli, che assistevano terrorizzati alla scena dal balcone, dai due vicini di casa per una banale lite di condominio. Lo avrebbero fatto “con bastoni, mazze e spranghe di ferro” provocando “ferite al cranio con fratture e un arresto cardiaco” che hanno lasciato l’uomo nelle “condizioni gravissime e irreversibili” che potete vedere nel servizio. Prima di essere ridotto così, Iasen era un ex militare di un metro e novanta per 100 chili.

“La sentenza è un primo punto di partenza anche se penso che otto anni siano pochi, comunque nessuna pena sarà mai abbastanza per quello che hanno fatto”, ci dice la moglie Milena, che ci manda un ringraziamento. “Voglio ringraziare Le Iene per l’aiuto che ci ha dato in questi mesi parlando della nostra storia: tutta Italia si è mossa e i tanti messaggi ricevuti ci hanno dato tantissima forza”.

“La vicenda drammatica ha avuto un primo punto fermo importante: quel che è certo è che è stato affermata da un giudice la gravità della condotta di tre persone che non solo non hanno mai fatto una ammissione ma neppure hanno mai in alcun modo mosso un passo verso la vittima o la sua famiglia, che addirittura ha rischiato di perdere la casa per le ingenti cure mediche che ha dovuto e dovrà sostenere per il povero Iasen”, dice il suo avvocato Mattia Alfano.

Il pestaggio è avvenuto dopo molte liti per il frastuono che arrivava alla famiglia di Iasen dal piano di sotto, dove abitano i tre fratelli. L’uomo era sceso per chiedere di fermare il troppo rumore che veniva da una festa in cortile: dopo un diverbio si è passati al massacro vero e proprio fuori e dentro al garage degli aggressori. Questo è quello che ci hanno raccontato i figli che hanno assistito al tutto.

Iasen è sempre in ospedale, senza speranze. I suoi aggressori sono rimasti finora a piede libero, con il comprensibile terrore per moglie e quattro figli quando li hanno incrociati.

Noi abbiamo seguito tutto il caso fin da quando non c’era un avvocato a difendere Iasen, seguendo tutti i passi del processo, pubblicando anche gli appelli della moglie Milena, che ora ha finalmente avuto almeno un po’ di giustizia.

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